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I testi più recenti pubblicati nel genere Quasi-blu-a-chet-baker

Alcuni testi in ordine casuale

Pause?

Ho la necessità di rallentare, di guardarmi indietro e raccogliere ciò su cui i miei occhi hanno solo posato lo sguardo. Erano fiori, templi di un’antichità infinita, era la strada che mi portava a casa dopo una giornata di duro lavoro, sotto il sole, nella mischia. Bene, quei fiori e quella strada vorrei mangiare e più la notte e l’assenza non dovere temere. Vorrei non dovermi ricordare di nulla perchè ogni cosa è importante per come...

Magari un cazzo La storia si ripete

Magari. Sì, magari i bubboni della storia non sono destinati a scoppiare di nuovo per inondare me e la mia vita ventiduenne dello stesso identico merdoso pus. Magari si tratta di un’infezione diversa, che so, quelle di prima erano sifilide, questa invece potrebbe essere soltanto una banale gonorrea. E’ sempre qualcosa, no?, un miglioramento. Un improvement. Magari un cazzo!Io la sifilide non la voglio, fanculo, e nemmeno la gonorrea:lor signori sono pregati di...

La rabbia e il dolore

La rabbia e il dolore Sono qui, annientata e distrutta dalla tua rabbia e dal mio dolore. Il mio corpo porta i segni invisibili della tua violenza verbale, come frustate sono sempre le tue parole che getti contro di me, come un pugno di ghiaia sul cuore. Incomprensibile, dico a me stessa, ma, poi, tutto diviene chiaro, come il risveglio da un incubo notturno, popolato da pipistrelli appesi a testa in giù, fra ragnatele e oblio. Con quanto incomprensibile disprezzo hai gettato alle...

Calore umano

Calore Umano Il vuoto scuote l’esistenza Pensieri dei luoghi lontani Creano nuove dolci speranze Il tocco della mano affranca I tumulti dell’anima ferita Presto l’alba ci riscalderà G.E.M

Damon Gallagher in Il Signor G

Era tempo di decidere. Dopo quella brutta, bruttissima giornata, il Signor G. non ebbe più dubbi: qualcosa doveva cambiare, ed anche al più presto. S’infilò la giacca da camera a quadri gialli e sedette alla scrivania di fronte alla porta finestra. Fuori pioveva e le luci dell’Hotel Corso erano accese sulla strada trafficata. Questa volta avrebbe programmato ogni cosa. Un promemoria dettagliato sarebbe stato il punto da cui partire. Accese il computer e incominciò a segnare il da...

Il sole del bambino

Allora il sole non nasceva a levante lo regalava un paese su di un monte e non andava a nascondersi a ponente ma a riposare oltre lo stagno, tra le canne dove migravano palline nere di girini che a mani unite raccoglievo con l’acqua che tra le dita si scioglieva. Questi erano i giochi dei bambini l’usar pezzi di legni abbandonati armi di radici per una guerra sui declivi placata dal fischio del nonno che chiamava per la zuppa fumante che aspettava. Rifare poi la strada...

L'amicizia nell'Orlando

Ludovico Ariosto è il prototipo dell’intellettuale cortigiano del Rinascimento per la sua vita e l’attività nella corte estense di Ferrara. L’opera per cui è maggiormente ricordato è il poema epico “L’Orlando Furioso”, continuazione dell’interrotto poema “L’Orlando Innamorato” di Matteo Maria Boiardo. Ariosto riprende la materia cavalleresca che aveva riscosso grande successo nella penisola Italiana...

Vorrei dei tuoi occhi

Vorrei veder correre la mia vita, per non vederla più. Vorrei vedere la tua immagine allontanarsi sempre di più. Vorrei non riconoscere la tua voce, poter dimenticare le tue labbra. Si può cancellare il dolore ma non il profumo della passione. Rimango ferma a guardarti. Vorrei smettere di sognarti. Vorrei non volerti più..... Vorrei ma sei qui...

NIENTE

Non c’è niente di giusto, tutto è già scritto. Ci si aggrappa alla speranza che si possa interferire con il percorso del destino,ma nulla è riscrivibile!pensi solo, ragioni su una tua idea,ma non puoi farci niente! Ti senti piccolo e inerme di fronte al decorso della vita, perchè l’unica cosa che puoi fare è attendere, attendere....attendere,attendere il destino,il tuo destino,che qualcuno ha già scritto e incassellato in...

Senza titolo

Declassando Zeno mi passa il trofeo superando in quarta Meis e Pascal salgo sul podio della mediocrità Correndo qua e là lascio dietro l’angolo la stabilità del pensare e dell’agire ho perso la mappa e di strade ne ho di fronte davvero migliaia senza posa ma per cosa? Siamo i figli dei padri ammalati* di una gara stupida e ottusa che ridendo lascia tutti in solitaria panchina.