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MAXIME E CELINE - di Damiana

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 18/08/2008 alle ore 09:25:44

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

MAXIME:- Un nichelino per i tuoi pensieri.
Questa è la storia di Celine e Maxime, la storia di due donne fatalmente innamorate, impegnate nello svolgere al meglio la loro professione, sempre attente e prudenti al non dare scandalo in un mondo prevalentemente maschilista ed egoista.
Basta un niente, ci vuole così poco per annientare la reputazione di un altro essere umano e ciò che rappresenta.
Quindi di giorno sono seducenti, provocatorie, agguerrite, travolgenti.... ma di notte, non hanno bisogno di fingere, fuori dall’occhio delle telecamere, della televisione, dei giornali, che le tengono continuamente sotto stress.
Di notte possono levarsi quella maschera di finzione, quella maschera che non è la loro ma solo apparenza.
CELINE:- “Maxime, un nichelino per i tuoi pensieri!”
Maxime ha l’abitudine di isolarsi dopo che fanno l’amore, quando le endorfine partono dal cervello e le attraversano il corpo, lei anzi che godere di quella sensazione di spossatezza e rilassatezza, si ritrae e ad occhi aperti comincia a pensare. Pensa alle sue cause in tribunale; pensa ai suoi clienti; pensa alla difficoltà di essere pagata per il suo lavoro di avvocato, lei offre molto spesso consulenza ed assistenza legale a persone che a volte non hanno di che sostenersi, immaginiamo se la loro prima preoccupazione, all’indomani di un udienza, può essere la sua parcella.
MAXIME:- “ A volte, non dovresti fare queste domande se non vuoi delle risposte”.
E se, per una volta ti dicessi che non sto pensando al lavoro ma al fatto che tu prima hai definito:- un limite alla follia il nostro rapporto?”
CELINE:- “Già ci dovevo pensare cinque anni fa, non ora. Ci dovevo pensare prima di baciarti quella volta; le cose sono andate e vanno così da tanto tempo ormai.
E’ più folle il nostro nasconderci al mondo, in tutte le occasioni o, è più folle il caso che stai seguendo ora?”
MAXIME:- “Il piccolo Cristiane ha bisogno del mio aiuto, lo sai benissimo! I genitori sono degli egoisti e stanno pensando solo a dividersi il patrimonio, non all’affetto di cui può aver bisogno un figlio, il loro figlio!”
CELINE:- “ Non stavo pensando a quel caso ma a quel viscido maiale che ti ostini a difendere a discapito della tua professione, a discapito della tua lealtà.”
Per Dio, ci sei andata a letto, ma come fai ! Non hai un po’ di orgoglio? E’ un uomo pericoloso, ha violentato tre donne e poi le ha lasciate mezzo morte in mezzo ad una strada. Ed ora mi vieni a dire che il nostro rapporto non è una follia?” Cos’è che non ti va più bene?
MAXIME:- “Celine, sei un ispettore di polizia; non ti dovresti immischiare del mio lavoro perchè io non mi occupo del tuo e soprattutto non faccio stupide domande”.
Sai qual’è il tuo problema? Tu non vuoi accettare il fatto che io non sia come te; non accetti che io abbia bisogno di farmi sbattere da un uomo. Ecco qual’è il tuo problema!
CELINE:- Forse hai ragione tu, lo sai che non mi piace discutere ma devi ammettere che quell’uomo, come ti ho già detto, è pericoloso. Ho interrogato la sua ultima vittima ieri. Sai cosa le ha detto prima di stuprarla?
MAXIME:- No, come faccio a saperlo!
CELINE:- Lui te lo avrebbe dovuto dire quando sei andata a trovarlo in prigione!
“Quella povera ragazza era terrorizzata, a stento riusciva a parlare; mentre la minacciava con il coltello alla gola, mentre abusava di lei, le ha detto:- “Godi puttana perchè io sarò il tuo carnefice”.
Devi ammettere che per me non è facile concepire il motivo per cui tu lo debba difendere, che tu abbia accettato il suo caso, sono stati mesi duri, mesi di indagini; mesi senza dormire con il solo pensiero di poterlo incastrare. E tu cosa fai?Mandi tutto a puttane e lo difendi.
MAXIME:- Paga bene, sai la mia situazione economica e poi non avete uno stralcio di prove a suo carico, sono solo delle montature e qualsiasi avvocato, anche meno bravo di me, si potrebbe appellare e chiedere l’annullamento del processo.

Maxime quella mattina si era alzata di buon ora, a breve si doveva recare in tribunale.Doveva difendere il suo cliente dall’accusa di stupro; lo stesso cliente che era stato causa della sua ultima discussione con Celine, l’ultima volta che si erano incontrate. Lo stesso cliente con cui aveva fatto del sesso in svariate occasioni. Ripensava alla discussione e rifletteva sulla sua mancanza di etica professionale, mai andare a letto con un cliente, questa era la sua regola principale ma quella volta e molte altre non l’aveva seguita. Quell’uomo era affascinante pensava, aveva stile. Lo stile è una risposta a tutto. Un modo nuovo di affrontare la noia e le cose pericolose. Fare una cosa noiosa con stile è meglio che fare una cosa pericolosa senza stile. Fare una cosa pericolosa con stile è quello che io chiamo arte. Fare a pugni in strada può essere un arte, perchè ti devi saper difendere o vieni calpestato a vita. Scopare può essere un’arte, se riesci a farti trasportare dalle situazioni. Non molti hanno stile. Non molti lo possono mantenere. Ho visto dei cani che hanno più stile degli uomini, anche se i cani non hanno stile, i gatti ne hanno in abbondanza. Durante le mie visite in prigione ho incontrato uomini con stile. Ho conosciuto più uomini con stile in prigione che fuori. Lo stile è una differenza, una maniera di fare, un modo di essere fatti, un modo per distinguersi nella società. Ma allora perchè definire il nostro rapporto una follia , questo non lo capiva. Come poteva definire il loro un’amarsi alla follia e in egual modo definirlo tale come che la cosa però la infastidisse, la turbasse.La follia partorisce delle reazioni sproporzionate ma noi non commettiamo azioni folli, non siamo mai andate oltre il limite della decenza e del rispetto del ruolo che svolgiamo nella società. Che sia questo il problema per Celine! Forse vuole uscire dagli schemi, dalla nostra etichetta di persone per bene sempre a favore della morale e dell’etica professionale, forse dovremmo proprio dare libero sfogo alla nostra follia per poter godere poi della nostra sapienza.
Stava per uscire di casa quando sente una notizia alla radio, non capisce bene di cosa si tratti ha solo sentito un nome, un nome che lei conosce benissimo e quel nome è collegato ad uno stupro con tipologie identiche al caso di cui lei si sta occupando.
Celine De la Croix; ispettore di polizia della città di Parigi, ieri notte è stata stuprata da due balordi, durante il suo giro di ispezione nelle vicinanze De La Rue de la Légion d’Honneur; a pochi passi dal Museo d’Orsay, meglio conosciuto come il museo degli impressionisti. Il suo compagno non ha potuto far niente per evitare la violenza, è stato accoltellato ed ora si trova presso l’Hotel Dieu, le sue condizioni sono stabili ma è ancora sotto osservazione finchè il quadro clinico non migliora.
Anche Celine De la Croix è ricoverata nello stesso ospedale ma Maxime non può andare a trovarla, non avrebbe una giustificazione plausibile la sua presenza li senza far arrivare a conclusioni frettolose tutta quella accozzaglia di giornalisti pettegoli e senza scrupoli. Deve andare in tribunale, in strada comprerà il giornale ed avrà più informazioni sull’accaduto.
Vista l’assenza del testimone principale, il processo è stato annullato per mancanza di prove a carico dell’imputato :- Jean du Noite è prosciolto dall’accusa di stupro, può uscire subito da quest’aula senza alcuna cauzione.
JEAN :- Lo sapevo Maxime, non mi sbagliavo! Sei una donna ardente, come piace, a me. Sei una donna con la D maiuscola...........Ah mi dispiace per la tua amichetta ma si meritava una lezione, di quelle che non si dimenticano facilmente, ahahahaha.
Per un attimo Maxime perde il controllo della situazione, come fa a sapere della sua relazione con Celine? Come fa a sapere che lei aveva avuto la lezione che si meritava? Cosa c’entrava lui in quella storia? Non poteva essere stato lui, era in prigione la notte prima ben sorvegliato; ma allora! E se il mandante fosse stato proprio lui? Che fare? La domanda è diretta:- Cosa c’entri tu con quella storia e perchè.
JEAN: - Vedi Maxime quando un uomo è ossessionato, la sua vita viene resa impossibile da colei che lo ossessiona; mi dispiace solo una cosa; di non essere stato presente, di aver dovuto affidare il mio lavoro a due balordi, mi auguro almeno che l’abbiano fatto bene, ahahahah.
Ormai Maxime non ragiona più, vorrebbe ucciderlo con le proprie mani.
Maxime:- Attento Jean hai calpestato il mio prato! Ora sei libero ma ricordati che la vendetta è bella se si consuma lentamente; te la farò pagare! Conosco tutto di te e dei tuoi sporchi vizietti. Ora sarò io ad incastrarti, quando accadrà non sarò io a difenderti. Quella volta Jean sarò io il tuo carnefice.
Maxime portò a termine il suo compito, nessun avvocato riuscì quella volta a tenergli testa, lei così decisa, così superba, così donna ma anche così FOLLE.