La danza delle ore contate - di Joey Cristiano
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 30/11/2009 alle ore 10:35:34
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LA DANZA DELLE ORE CONTATE
Il caos avviluppò tutto quanto a poco a poco. Un sogno, poi una voce di bocca in orecchio fino all'infinito.A Maria-Rosaria Costanzo da Somma-Vesuviana alle 2 e 40 di notte del 25 dicembre era apparsa in sogno una scritta rossa a caratteri cubitali su fondo nero che recitava: "Fine Vita: 12 gennaio 2024 ore 17 e 30". La donna non aveva dato tanta importanza alla questione ma la mattina dopo decise di recarsi lo stesso in ricevitorìa per tentare la sorte con quei numeri.La fila agli sportelli era interminabile.L'aria sembrava percorsa da una strana elettricità, però di quelle che danno la scossa.Attese il suo turno e aprì bocca.
-Buongiorno...,io praticamente ho sognato/////-.
-Signora lo abbiamo già ripetuto a tutti quelli in fila prima di lei: limitatevi a dire esattamente i numeri della data..., il sogno lo conosciamo già.Stanotte tutta la nazione ha fatto lo stesso sogno..- la interruppe bruscamente l'omino dall'altra parte del vetro.
Si girò di scatto,aprì le orecchie e spalancò i bulbi oculari.Parlavano tutti della stessa cosa.
-A te quando succederà?-
-28 Novembre 2018-.
-A lei signora?-
-11 Agosto 2020...me ne andrò con quell'afa terribile-.
-..E a te ragazzino?-
-8 Maggio 2050... il giorno del mio compleanno-.
Corse fuori in strada senza nemmeno giocarsi i suoi numeri.Respirò grandi boccate di aria gelida e cercò di autoconvincersi che stava sognando un sogno dentro ad un altro, ma ben presto dovette arrendersi all'incubo di quella realtà.Era proprio vero.Quella notte,la notte di natale,tutto lo Stato aveva fatto lo stesso sogno.Le prove erano dappertutto.Nei discorsi,nei giornali,nei notiziari alla tv e alla radio,nelle grida,nelle ansie e nei suicidi.
Il tizio mascherato da Babbo Natale all'entrata dei "Magazzini Impero" piangeva come un bambino mentre singhiozzava una cantilena indecifrabile che rallentata e decriptata suonava come:-...una ssssettimana...mi rimane una mmmisera settimana...-.In lontananza si udì un rumore simile a quello di uno sparo seguito da un urlo di donna.
Il Presidente provava a tranquillizzare la gente a reti unificate:-restiamo calmi...sapevamo già di dover morire...non cambia niente se ora sappiamo anche quando...cerchiamo di impiegare il tempo che ci resta nel migliore dei modi...continuiamo a vivere le nostre vite come se stanotte non avessimo conosciuto il momento della nostra morte...-.
Ma l'urgenza di vivere si fece ben presto strada tra le paure dei cittadini.Era passata solo una settimana da quel sogno e già il 45% della forza-lavoro nazionale aveva abbandonato la propria occupazione.Dicevano di non voler sprecare tempo e che volevano realizzare al più presto i loro sogni.Così Tristano Bagni,erede di una ricchissima famiglia Umbro-molisana,appena sognato che sarebbe morto il 4 luglio 2012,chiuse le sue catene di supermercati e bruciò la sua villa di campagna da 8 milioni di euro per tentare la circumnavigazione in pedalò del continente americano.Tristano perse la vita il 29 maggio 2009.Tre anni e trentacinque giorni prima della data scritta nel sogno.Omar Rucefigli,famoso illusionista calabrese,sicuro del fatto che avrebbe smesso di respirare il 16 aprile 2031,si fece rinchiudere in un sarcofago di plexiglas pieno zeppo di tarantole e cobra.Morì dopo pochi minuti in diretta tv,anche lui in netto anticipo sulla tabella di marcia.
Gesti folli iperrazionali come questi erano ormai impossibili da enumerare.C'era chi avendo sognato per tutta la vita di assassinare qualcuno trovava adesso il coraggio per farlo,oppure chi vinceva la timidezza e rivolgeva finalmente la parola alla donna amata.C'era chi faceva bungie-jumping nei vulcani e chi si sottoponeva a mastoplastica additiva. In tutte le case ogni individuo scandiva nella propria testa il suo personale conto alla rovescia.Nessuno guardava più la tv,nessuno andava più in chiesa,nessuno raccoglieva l'immondizia,nessuno sottoscriveva mutui o firmava cambiali,nessuno si preoccupava più del domani.Erano tutti impegnati a vivere,perchè sarebbero tutti morti.Inoltre il tasso di suicidi toccò vette mai sfiorate in precedenza.
Gabriel Ortega,analista della "Fish & Shark",passando in rassegna i dati del primo trimestre del nuovo anno,notò un'anomalia a dir poco particolare.Al crollo totale di ogni settore economico-finanziario nazionale faceva da contraltare un'imporovvisa e spaventosa impennata del mercato dei servizi funebri e cimiteriali.La cosa gli puzzava quasi più dei suoi calzini sporchi,quindi passò ad analizzare i dati pubblicitari del secondo semestre dell'anno passato.Era lampante il bombardamento mediatico e l'onnipresenza su tutte le reti televisive degli spot della "Eterno Riposo",la più grande ditta di servizi per l'aldilà.Dal 25 dicembre al giorno corrente la "Eterno Riposo"aveva incrementato il suo fatturato del 700%.
Gabriel aprì la porta dell'ufficio di Claudio Masi,il suo superiore,per sottoporgli quei dati.Ma non potette sottoporgli un bel niente.Claudio penzolava con un cappio al collo dal lampadario appeso al soffitto.Aveva una camicia rosa ed uno strano ghigno sulla faccia.Dalla tasca destra dei pantaloni sporgeva una cartolina-ricordo di Capri:"Vorrei che fosse proprio quest'isola il paradiso dove sono diretto.O l'inferno.Se conosci il giorno della tua morte non ha più senso sforzarsi di costruire qualcosa.Viviamo e produciamo grazie all'illusione che vivremo per sempre.Se questa viene a mancare...allora tanto vale scavarsi la fossa e coricarcisi dentro.Io non ho mai sopportato le attese.Spiegatelo alla mia ex-moglie".Se non si fosse ammazzato avrebbe vissuto per altri tredici anni.
Gabriel era dunque costretto a sbrigarsela da solo.Prese in prestito la spada samurai che Claudio teneva bene in vista sulla sua scrivania e chiamò un taxi."Viale dei Cipressi,38".La sede centrale della "Eterno Riposo".Un muretto di mattoni rossi circondava il capannone della ditta.Dall'interno provenivano ininterrottamrnte rumori di pialle e seghe circolari.Un centinaio di operai abbigliati con delle lugubri tute nere erano tutti indaffarati a verniciare e lucidare il mogano delle bare.Fuori il cielo grigio tuonava guai.
Afferrò saldamente la katana e con un calcio ben assestato buttò giù la porta di servizio.Gli uomini in nero avanzavano uno ad uno,poi a frotte.Ma non ebbero scampo.Gabriel Ortega era stato allevato da Takeshi Atzuàma,il celebre maestro di combattimento dei personaggi famosi.Così la maggior parte di quei malcapitati perse la testa,in senso letterale.Mozzò anche un'infinità di nasi e di prepuzi.Sostò per un secondo a riflettere su quanto quelle tute nere risultassero molto più gradevoli adesso che erano macchiate di porpora.Una scala a chiocciola in ferro battuto saliva verso una porta con su scritto "Direzione".In un angolo buio un vecchio scheletrico, pallido e calvo seduto in carrozzella fischiettava "Time to remember" di Billy Joel mentre pigiava le sue abominevoli dita sui piccoli tasti di una calcolatrice a nastro.Al centro della stanza era piazzata una grossa sfera di metallo bianco dalla quale uscivano un'infinità di fili elettrici.
-Vecchio!..Ci sei tu dietro tutto questo casino?!-
-Si...,ho organizzato tutto io!...-rispose fieramente quel relitto umano.-Ti stai chiedendo a cosa serve la sfera,eh?...L'ho rubata ai "Laboratori Futech".Non è altro che un'"induttore di sogni"...guarda,funziona così...si scrive sulla tastiera il tipo di sogno da indurre e i dati personali del soggetto da colpire...io in quest'ultimo caso ho attivato l'opzione "tutti-.
-...Ma perchè l'hai fatto?!...-lo interruppe Gabriel.
-Beh...mi sembrava un'ottima opportunità di crescità finanziaria...inoltre avevo il magazzino pieno di casse da morto che dovevo assolutamente smaltire...-.
-E volevi smaltirle facendo ammazzare le persone?!-".
-...Cerca di comprendermi!..-farfugliò il vecchio la cui voce si era fatta adesso alquanto preoccupata.-...non ho niente contro gli esseri umani...si tratta solamente di lavoro...Che c'è di male nel crearsi da soli la domanda di mercato?!...Lo fanno i produttori di "Jevvy-Cola" contaminando le cisterne idriche...Lo fanno i gestori di fast-food rimpinzando hamburger e patatine di tossine "tornaprestoatrovarci"... Lo fanno praticamente tutti...-.
Furono le sue ultime parole.Senza nemmeno accorgersene venne trafitto dall'acciaio gelido della lama.I suoi rivoltanti testicoli sbranati dai suoi stessi gatti persiani.Gabriel Ortega,per quanto questa smemorata voce narrante riesca a ricordare,si lavò le mani con una saponetta lilla prima di fare ritorno a casa.Accese la lampada della cucina,versò due dita di "Glen Grant" in mezza pinta di "Chimay" e guardò con disprezzo l'umanità dalla finestra del suo appartamento.
-...Basta un solo uomo per fregarvi tutti...- pensò ad alta voce.Dopodichè tirò fuori la grossa sfera dal cartone d'imballaggio e col bicchiere tra le mani cominciò a pensare ad un modo semplice per fare soldi.
