Il sergente Burke - di Leandro Carofiglio
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 19/09/2006 alle ore 19:40:58
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Un giorno di ordinaria amministrazione
Era sorto il sole da quasi un’ora e il sergente Tony Burke era già in servizio . Si era svegliato mezz’ora prima , tirato giù dal letto dalla solita chiamata d’emergenza. Questa volta le vittime erano tre poliziotti del 21° distretto, lo stesso dove lavorava lui, freddati forse dal solito pazzo criminale di turno. L’omicidio era avvenuto in un vicolo di Reginald Street e quando il tenente Burke aveva parcheggiato la sua vecchia Ford pochi metri prima del vicolo in cui si era consumato il delitto, c’era già una gran folla e tre macchine della polizia a bloccare il passaggio.
Burke scese dall’auto vestito come sempre con giacca e pantaloni neri e si avviò verso la folla curiosa con un’andatura lenta ma decisa e con aria un po’ seccata per essere stato buttato giù dal letto così di buon’ora, anche se oramai ci aveva fatto l’abitudine. Si fece spazio tra la folla seguito dagli sguardi dei poliziotti che si trovavano accanto alle vittime in fondo al vicolo.
-Eccolo che arriva , il grand’uomo ! - disse uno dei poliziotti con tono sarcastico.
-Buongiorno ragazzi , cosa abbiamo qui ?
-Sei in ritardo Burke , che ti è successo ? Non ti andava di lasciare da sola tua moglie nel letto ? - continuò il poliziotto.
Si chiamava Clarke. Burke non gli diede retta, era abituato alle stupidaggini che ogni giorno Clark faceva uscire dalla sua bocca e oramai si era rassegnato al fatto che quell’uomo era un vero imbecille. Era comunque evidente che a quell’idiota Burke gli stava proprio sulle palle. Non sapeva esattamente il motivo o forse non se lo ricordava o ...semplicemente non c’era un motivo.
-Sono stati uccisi stanotte, freddati da pallottole da 33mm. - gli spiegò un altro collega di nome Tom.
