Protesta - di Vittorio Banda
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 08/03/2007 alle ore 12:46:37
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PROTESTA
Ogni mattina era la zolita tiritera,
la scopa in mano e la pattumiera,
spazzava davanti ad ogni gabbia
e dentro ar core aveva tanta rabbia.
Da vent’anni allo zoo comunale lavorava
e de certo ‘sto lavoro nun l’accontentava.
Mormorava e bestemmiava continuamente
pe nun potè lavorà tra l’artra gente.
Un giorno che spazzava la gabbia der leone
glie scappò l’ennesima colorita imprecazione.
Er leone nun ne poteva più de ascortallo,
pe cui se risorse in un momento a interrogallo .
Glie disse : “ Me voi spiegà perché sempre piagni
e sputi continuamente ner piatto dove magni ?
Guarda che questo proprio nun va bene,
spece pe chi patisce ar monno tante pene !”
L’inserviente rispose che in quer posto era sprecato,
che er suo sapere annava de certo valorizzato.
Ma in questo tempo de cacio con le pere
va avanti solo chi ha er carcio ner sedere !
Guardati tu, che sei detto er Re della foresta.
Della tu’ dignità qui certo gnente ne resta;
sei ridotto solamente ad essere esibito
ar pubblico che aspetta er tu’ ruggito.
Er leone rispose in modo ponderato :
“Cor tuo ragionamento mi hai scocciato!
Sì, è vero che qui dentro sò in pricione,
ma io me ne sò fatto ‘ na bona ragione.
Magno regolarmente senza cacciare,
è come se io stessi a villeggiare.
Ma tu, che sempre stai in mestizia
come se avessi avuto n’ingiustizia,
ringrazia er cielo per er tuo lavoro
e svorgilo in silenzio co gran decoro.
Nun protestare der tu’ stato continuamente
e lascia in pace tutta l’artra gente.
L’importante è lavorà allegramente
e nun pensà a quello che ha l’artra gente.
Er corvo è diventato de corpo tutto nero
proprio pe nun avè capito sto mistero!
Vivi der tuo senza più imprecazioni
e nun stà a piagne sulle tu’ azioni
Piagni nella vita tua solamente
quanno fai der male all’artra gente ! “
