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Un pizzico d'India - di Daya

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 02/07/2007 alle ore 21:14:24

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

Uno sguardo là fuori:
sull’erba verde della piccola radura
parcheggiano i tipici carretti colorati
simbolo di un’India che sta scomparendo.
Genuini sforzi apportano talenti
meritevoli di lode per la scarsità di mezzi
e la laboriosità delle opere da realizzare.
Sorrisi risaltanti in una carnagione brunastra
accompagnano l’ingegno dell’arte di arrangiarsi,
capacità reale di chi, improvvisando gli strumenti,
si dà da fare in ogni tipo di mestiere.
Seduti a terra, con l’ausilio di parti del corpo
che le macchine moderne hanno inibito,
s’adoperano a soddisfare le richieste dei clienti
sorpresi dal loro inusitato modo di operare.
La chioma laggiù di ombrelli d’alberi
s’innalza nel blu del cielo assolato
con i suoi favolosi fiori rosso vermiglio
spettacolo peculiare di questa terra generosa
che ospita milioni di vite, milioni di cuori
che la necessitano per imparare
lezioni d’esistenza che l’occidente
non è assolutamente in grado di dare.
Le mani si offrono in cerca di sostegno,
si scoprono occhi brillanti e speranzosi,
non manca la capacità di gestirsi con poco,
di condividere, di coesistere senza essere faziosi.
Anime miti, fautrici della non violenza,
confuse s’intrecciano con tendenze non proprie,
tradizioni e cultura di generazioni antiche
a forza subiscono l’impeto straniero
che, avido di infilare i suoi artigli,
abbindola la gente dall’imponente maniero
con allettanti idee di benessere e progresso.
Impatto troppo rapido, privo di rispetto
per la dignità e la purezza d’animo di un popolo
ora incantato da promesse di agi e ricchezze:
il mago d’oltremare è sopraggiunto
a sconvolgere il ritmo di una nazione
da sempre emblema di calma e tolleranza.
Quelle chiome cremisi laggiù, però,
m’indicano che l’India regale c’è ancora
ed i loro fiori emergono intrepidi come
vessillo supremo di una bellezza incontaminata.
La stella solare risplende su ogni contrada,
il paesaggio rurale è autentico, affascinante.
I suoi uomini sono quelli di una volta,
le loro espressioni vere e splendenti,
le loro anime tranquille e serene,
i loro visi rilassati e piacenti.
Questo pizzico d’India mi è caro al cuore,
come ’terra adottiva’ da vent’anni
mi sta dando insegnamenti di puro amore.
Mi ha portato per mano lungo impervi cammini,
ostacoli, precipizi, salite senza confini.
Che cos’altro mi resta da poterLe dire?
Che Le devo molto e La onoro a non finire.