Spectaculum - di Alberto Petrarca
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 19/02/2007 alle ore 13:05:00
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...E il sipario incomincia a scostarsi...
Lentamente.
Divide il cuore di due amanti distratti.
Come se fosse la mano
Di una madre rassegnata di fronte al dolore,
accarezza la timida fronte
di noi attori innocenti.
E condanna la nostra maschera bugiarda.
Applausi...
...per questo silenzio senza voce...
Luce.
Fioca e traditrice
Attraversa il nostro viso confuso
Dalle ombre di spettatori assenti;
e una lacrima cade leggera
su quel corpo straccione dove
si consuma la scena.
...Commedia e tragedia
di una vita senza domani...
E le nostre bugie
Baciano l’eco stonata
Che si perde tra la folla
Insensata
Degli spalti.
E una comparsa nascosta
Dietro il copione di una menzogna
Batte il pugno contro il petto pentito:
il regista
dà un nome alla parte e poi
scompare
dentro il pianto del suo fallimento.
Cadiamo sulle parole malandate
Dell’ultima battuta sbagliata.
Sangue e amicizia...
Paura.
Rimorso e delusione...
Amore.
Siamo a volte due famiglie distrutte dall’odio.
...(Suicidio)...
Altre,vendetta di un figlio dubbioso.
...(Disperazione)...
Altre ancora,colpevoli spade di un uomo che
Tradisce lo Stato per un peccato che profuma di donna.
...(Cicatrici per il tempo che passa)...
Siamo l’amore che muore a Verona.
Pazzia nella mente di una persona
Insicuro di uccidere o...no...
Siamo maledette ambizioni
Nel cuore di un uomo stregato.
...La notte chiude le porte
Di questo spettacolo...
Inchini e preghiere.
Delusioni e speranze.
Sospiri e lamenti.
Emozioni urlate senza respiro
Per fare apparire ancora più vera
La strana finzione di una prima in teatro.
