Sonetti d'amore - di Vito lorenzo Dioguardi
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 29/03/2007 alle ore 15:10:40
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SONETTI D’AMORE
PROEMIO
Quanto ti sogno e quanto le sere
che ti sogno ti sento lontana.
Piccola, fragile, tiepida emana
da te una luce che mi dà piacere.
Sovente di tua voce parmi vedere
più belle arie, più dolce e sana
cerula nota fin la stella diana
l’anima sazia d’un sì santo bere.
A me un principio sol su l’altri impera:
io vivo per il bene e per l’eterno!
Così un dì errò in te mia vista.
Eppur io so che coi baci si conquista
quell’aura che in femminile interno
un uom di pane sì raramente spera.
ALMENO DIMMI
Dimmi, bocciol di giacinto, dimmi almeno:
come viver senza di te io posso?
C’è qualcuno di quelli che nel rosso
delle tue labbra s’è ferito meno?
C’è qualcuno a cui ruminar il fieno
di tua mancanza non ha il cor commosso?
Dimmi, ramo d’ulivo, al tuo seno
dolce e genitore c’è alcuno non rimosso?
Soave, e più, dolcissima ragazza
come io posso senza te sognare?
Come fecero mai tutti i tuoi abbandoni?
Me facile che sia chi mi rimpiazza
ma tu, tu respiro d’ogni mio amare
come posso accettar gli altrui doni?
