Sentir la sua pelle ancora una volta - di Fabio Cervoni
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 13/01/2007 alle ore 00:02:32
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L’umidità era diventata un tutt’uno col sangue che usciva lentamente dalle mie vene, svuotandole.
Avevo già dimenticato di esser ferito a morte
e concentravo tutto ciò che mi restava nell’estremità finale delle mie dita.
Dei miei occhi era rimasta solo una fessura dalla quale però riuscii ad intravederla.
Anche lei era così ferma che sembrava riposata.
Io al contrario avevo dei tremori nella mano che distruggevano i miei ultimi secondi.
“Per l’ultima volta”.
Le nostre mani eran cadute alla distanza di un palmo
e se stavo rendendo ancor più dolorosi i miei ultimi battiti
era per morire a contatto con lei.
“Sentir la sua pelle ancora una volta”.
Ma mi accorsi di esser già morto.
