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Romeo e giulietta - di Tiziano Toma

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 24/09/2006 alle ore 15:43:00

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

Romeo è sotto quel balcone,
urla e si dimena, qualcuno passa,
lo guarda un attimo,
senza compassione alcuna.
Romeo, vestito strano, cupo, buffo,
dona il cuore al vento,
che lo trasporti in cima,
a quel balcone vuoto,
piccolo angusto e lontano.
Romeo, si ferma e pensa,
poi comincia e canta e balla,
si scatena, marionetta impazzita,
chi lo vede pensa che la fine per lui sia vicina e,
Giulietta è in casa, bigodini in testa,
passa smalto fucsia e lucido su ogni unghia,
sente urlare, e pensa al vento,
poi alza il volume con il telecomando,
sta per iniziare quella nuova soap
sul terzo canale a pagamento.
Fa freddo fuori, Romeo è paunazzo in volto,
sembra stanco, chiama ancora, la voce è poca,
non riuscirà mai a scalare la ventesima finestra,
un ambulanza gli si parcheggia accanto,
due infermieri lo aspettano giocando a carte,
dentro, al caldo.
Giulietta piange, la puntata è stata commovente,
si mette crema, vitamine contro rughe,
beve birra, gonna rosa e felpa bianca,
s’addormenta e sogna, è stanca,
Robbie Williams di sottofondo a ninna nanna.
Se n’è andato, Romeo, resta l’ombra, nera e scialba,
stà dentro un bar, a bere merda,
che tanto gli ricorda la sua vita moderna,
non sogna, non pensa, non urla, non canta,
rimane fermo, e si ubriaca.
Romeo e Giulietta, nell’ era odierna,
distratti amanti, indifferenti e stanchi,
soli, egoisti, specchi rotti,
cuori infranti, distanti, pazzi,
fatti a pezzi da valori persi.
Giulietta e Romeo,
come noi, come tanti
destini uguali, spesso identici,
amori e pianti, forse inutili.