Redit ad Arcam - di Vesper Klarov
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 15/02/2009 alle ore 14:54:02
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Redit ad arcam
Come un ciclo infinito di vite ingannatrici
Ho attraversato archi candidi
Splendenti sotto cieli lontani
Smaltati di azzurro infinito.
Ho udito voci in altri idiomi,
Preghiere e canti di erotico furore
Chiamare astri sconosciuti da alte torri solitarie:
Spezzare l’angoscia e la dolcezza del silenzio;
Cercare la bellezza e l’amore in ogni cosa.
Ho temuto chi canta l’odio
Perché ha perso la bellezza dentro sé.
Ho visto gente di ogni popolo
Uomini e donne di ogni età
Disegnare i contorni ad un colore
Che si espande senza fine e senza dimensione.
Ho trovato negli occhi di chi ama e di chi soffre
Una traccia della perduta eternità.
E tornando all’essenza si può
Cantare un colore per chi non sa cos’è la luce
Dipingere coi suoni per chi è nato nel silenzio
E amare all’infinito per non perdersi nel vuoto
E cercare nel rumore l’armonia del silenzio
Che è la voce dell’eterno.
Perché ho colto nei tramonti
E nei lamentosi carmi del Vespro, che ridestano fiducia
L’essenza dei popoli e la loro sete d’infinito.
