Realtà al cubo - di Luca Adami
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 08/07/2007 alle ore 01:13:34
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è in momenti così che vorrei
non avere il bisogno di niente, nessuno,
neanche un amico che telefona;
stare in compagnia dell’aria chiusa
e stare fin troppo bene...
prima passeggiavo per strada,
cercavo di stancarmi per trovare
la voglia di distendermi a letto...
evitavo accuratamente le persone,
era la sola voce ad infastidirmi,
non avrei sopportato doverli anche guardare...
stavano verticali tutti in branco,
tutti a parlare, bello, bravi...
ma se non ci fosse nessuno ad ascoltare?
io devo stare bene anche solo,
e riuscirci non è cosa facile...
una volta era più facile,
non avevo impegni e bevevo...
ora ho una fretta inspiegabile
di poter cominciare qualcosa
che non so come andrà a finire,
ma che mi porterà sicuro al benessere...
è un po’ quello che vogliamo tutti, no?
io non voglio che il mio paradiso
dipenda da chi mi sta intorno,
voglio creare un mondo mio,
e viverci solo ed in beatitudine...
mentre prima camminavo,
un tamarro veniva incontro senza maglietta,
in preda al caldo del vino che teneva in mano,
e poi un coglione sfrecciava sulla sua motocicletta,
vestito in completo nero, con tanto di cravatta;
stupidi bipedi senz’anima,
li avrei potuti stendere con un braccio...
sono sobrio, più che mai sobrio,
ma stranamente ho lo sguardo
annebbiato e non me lo spiego;
è davvero da molti giorni che non bevo,
sarà contento il mio medico, e forse anche il mio corpo,
ed è da due giorni non fumo nulla
che non sia tabacco semplice...
forse è il tabacco, troppa nicotina nel sangue,
non riesco più a farmi venir voglia di dormire...
intanto aspetto che suoni qualcuno alla porta,
sperando che nessuno lo faccia
e con la più grande speranza
che io riesca ad abituarmici...
