Pensieri di una notte - di Luca Adami
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 16/09/2008 alle ore 12:38:20
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ieri sera recitavo, come il protagonista di un film di bassa lega. ero un divo in erba, mentre qualcuno mi stava ad ascoltare. poi le parole hanno cominciato a mancare il colpo, la testa a confondersi; ma il tempo mi darà ragione.
carpe diem,
panta rei...
si sta costruendo una città dentro me, vie intricate e palazzi abitati da gente strana. le storie si in-trecciano e prendono vita, soprattutto la notte nei sogni. stanotte ho sognato, era un po’ che non me ne rendevo conto. c’è una sorta di paura per qualcosa che ancora deve essere visto o vissuto, ma il tempo mi darà ragione.
cogli l’attimo,
il tempo scorre...
dolcemente un monito mi si insinua nella testa e raccoglie il plauso delle mie persone. se prima spa-ventava, ora rassicura. è tutto un problema di interpretazione: non sono cinico, né idiota. ho solo i miei occhi.
la gente fuori ritorna a non capire, dopo qualche tempo in cui speravo che potesse farlo. se non capi-re il mondo, almeno capire me. è il destino di molti umani accettabili, quello di non essere capiti. forse solamente io potrei accettarmi, ma è una soluzione abbastanza desolante perché l’uomo solo è ostacolato da un sistema che pretende la voce collettiva.
c’è qualcosa,
qualcuno che bussa.
c’è voglia di esistere
mitigata dal non senso.
abbiamo nomi che non chiediamo,
parole di cui abusiamo troppo spesso;
ho coscienza dell’innocenza,
il verbo non ferisce;
ma è pur sempre un pesce fuor d’acqua
se la gente non impara a comprenderlo.
Luca Adami, giovedì 13 marzo 2008
