Note - di Simona
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 24/09/2008 alle ore 18:48:45
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amore, nei tempi e nei ricordi,
ove pioggia cancella
turbe ed illazioni,
ove ghiaccianti rime
scostano immobili minuti
Nei lamentosi fiumi
Traspare l’allora mondo animale.
Nella mezzanotte di luce
Colgo la visione estatica
Che altro non fu che questo nome.
Rileggo grandi noie di mente
E or vedo gli erranti passi,
come d’una fera
affamata e malata
che nasconde nei boschi il fioco lume.
Gli occhi di millenaria tradizione
Spingono nel baratro
I vaganti spiriti angelici
Funesti di mortuaria condanna,
isole del reale esistente.
Così spingo i voti,
a limitar di lor sola presenza
da li ampi lidi e spazi
imbratto e cancello li dei,
mostri dipinti di onesto sorriso.
Per paralisi veggente
M’armonizzo nel colore,
traggo le vie dai serpenti
e rimango in parola innamorata
di versi, grida e bianche nevi.
Come posso, consapevole,
calpestare su di questi passi
altre anime irradiate?
Penso alle proprie verità,
parenti del fu mio dolore.
Ma ora voglio l’amante,
la neostella del vivo presente,
via l’ansia dei vecchi cuori
passan le dimenticate assenze
e nel vento sorrisi nascenti
prefiguro or l’essenza
di anima eletta alla mia
con pesca in seno
e magia intorno al cielo
con immenso animo sereno.
L’ira imperlata di sale
Riprende le movenze del genio
Contorce la superiore vista
E trasfigura l’argenteo creato
Sopendo la ragione mentale.
Immagini illusorie di vittoria
E sangue sui campi
Distese di croci inesistenti
Non fermano ciò che è
E nella via sarà la fine.
Fremono i poeti
Nelle bianche case rifiutano
Di asservire l’animale
Alle stelle di potenza
che avvampano il cielo.
E l’angelo femmineo mostra ancora
La vista di ella mutilata
Incarnata dal nove,
specchio della triade del diavolo
come miglior condizione d’amore.
L’inerzia costante dei pensieri ninfei
Dilaga nell’ombra del giorno
Illuminando i destini eletti
Di infelici amanti sognatori
Di parole finte e perdenti.
Rime sparse parallele al sole
La schiena spezzata
Non salva il destino della specie
Algida e gelida nei gesti
Singola neve ambivalente
Paesi inarcati dal sospetto
D’illusoria tratta veloce
Impastata di vermiglio acuto
Grido palese che ristagna
Nelle peste imprese.
Pandora è morta
L’odio nei polmoni
gli stinchi tremanti
e le sante catene
L’elezione postposta
e il saio da frate,
la treccia tagliata
La scena è lussata,
Cappuccetto rosso
se n’è andata
