Non concedere la tua anima al tempo - di Abraxas
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 31/03/2009 alle ore 19:33:55
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Ha appena smesso di piovere,
ma il cielo non lascia
trasparire alcun sereno.
Queste nuvole maledette,
grigie, gonfie,
ancora non se ne vanno,
lasciando in pace la primavera
che vuole arrivare.
E il fiore che ho piantato
Nel vaso del mio giardino
Ancora non sente raggi luminosi
Abbracciare la sua terra.
Ma cos’è questa gioia
Che vuoi darmi con un bacio
Che cerca di scaldarmi il cuore,
cos’è questo sguardo
che guarda tutt’intorno
in cerca di un orizzonte sereno...
Non lo capisci che il mondo
Che ci raccontano gli anziani
È sprofondato in abissi oscuri?
Non lo capisci che anche l’amore
È messo in vendita con i saldi di fine stagione?
Vorrei, io vorrei ridere un po’,
mandarti un bacio attraverso il vento,
come nei sogni, come nelle immagini
che facevo solo fino a ieri,
vorrei, credimi...
invece guardo avanti e non vedo luce,
non sento alcun profumo
che rimanda ad innocenze,
alle trasparenze dell’acqua del mare.
Quanto voglio tornare indietro,
quanto lo voglio...
Questo tempo che ha il coraggio
Di non dare aiuto,
di lasciarmi qua,
in preda a desideri mai realizzati,
a sogni di boschi dove si perde
la clessidra del tempo,
ma che portano alla pazzia.
Voglio tornare indietro,
aiutami a scoprire quelle memorie
nascoste dalle ombre
degli anni che passano, passano...
Ma non passare anche tu,
non volare via anche tu
come i paurosi gabbiani,
non concedere la tua anima al tempo,
come non lo voglio fare io.
E un bambino che corre, che ride, che chiama,
che salta in braccio a mani strette...
solo in pochi, solo in pochi
capiscono quello che ricordo,
quella gioia che se ne sta andando
con il tempo che trascorre
e con gli amici che partono.
