Natura morta - di Dimitry Rufolo
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 12/07/2008 alle ore 14:22:36
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Ero calmo e senza schiuma.
Un mare in bottiglia,
placido e pronto.
Presi il primo tepore di primavera,
solo,
su un balcone di cemento.
Mentre parlavo alla gente del mio cortile
il vento portava la cenere ovunque.
Le foglie erano in balia dei mulinelli,
ed i miei pensieri cominciavano
ad avere effervescenza,
ed il tappo saltò.
La sigaretta morì nel posacenere
ed io morii con lei.
Sulle colline circostanti,
c’era un bosco in cui
ai piedi degli alberi,
fiorivano primule e viole
ed alcuni fiori di cui non sò il nome.
Seppellito poco oltre
c’era il mio sguardo
lieto
di quella nascita improvvisa.
Da qualche parte
c’era un cuore che smetteva di palpitare.
E così, da qualche parte nel mondo,
un amore finiva.
Al centro della cornice del quadro,
semmai qualcuno l’avesse messa nel modo giusto,
si vedevano fiori blu e gialli,
un cuore rosso,
del terriccio bruno,
ed un posacenere colmo di sigarette.
Tutto intorno foglie secche nel vento.
L’autunno era passato, e così l’inverno
e nella primavera scoprivo l’uomo nuovo.
Senza cuore,senza amore,
comune ed irriverente.
