Le rose di Medusa - di Il Poeta Degliangeli
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 05/04/2006 alle ore 21:42:46
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Haiku dell’incanto
Occhi madidi,
d’infernale bellezza:
mi sei dinanzi.
Sono giunto nel tuo regno senza vita,
attraversando le minacce del buio,
per quello che è mio desiderio si compia.
Qui siamo così lontani dal sole,
che non cresce filo d’erba,
per questo rendo omaggio al tuo inferno,
donandoti le rose di un giardino lontano.
Le ho curate con addii, annaffiate con sangue arterioso,
un profumo sconosciuto le rende ipnotiche,
e nelle spine hanno il veleno di un bacio tradito.
Spero tu voglia accettare il mio dono floreale,
ed esaudirmi.
Dicono che sei un diavolo, che la tua bellezza è una menzogna,
e che in te, ultima Gorgone, non c’è orma di pietà.
Ricordo i tuoi capelli sul mio viso,
prima che sibilassero e spargessero morte,
ricordo i tuoi occhi imprigionarmi,
nel colore che gelosamente custodisco,
prima che diventassero strumenti di morte.
T’ho sempre amata, e nessuno più di me sa quanto ancora
tu sia umana.
Ecco dunque a te il mio sguardo più profondo,
dritto nelle perle dei tuoi occhi, come pece nella notte.
Fa di me la statua più bella del tuo tempio,
quella ai piedi della quale t’inginocchi,
e bagna la mia pietra col tuo pianto di gioia.
Ponimi dinanzi alla tua porta,
così che io ti protegga nel silenzio della pietra,
e danza sinuosa come i serpenti acconciati sul tuo capo,
per dar vigore a quella che, tra le mie rose,
sarà sciupata.
Gerardo Di Filippo 04/03/2006
