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La vita resta - di Rosaria Formisano

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 14/07/2006 alle ore 14:48:26

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

Non ho chiesto la luna, ma
Solo un momento di pace
Solo una lacrima asciugata
Un silenzio immenso...
Ho dovuto legare i miei respiri
Al tronco secco della vita mia
E senza ipocrisia voltar le spalle
e andare via.
Ho voluto incamminare
il mio cuore solitario
Sempre avanti a me
Perché prendesse per mano
ogni senso di questa mia esistenza,
E non mi pento chiedo solo, ora,
in questa natura morta
siglata dal nome mio,
l’unico vero senso di un
un silenzioso addio...!

Stretto tra il tetto della mia casa
e l’albero fiorito di mimose...
un pezzo di cielo,
buio per la dipartita del giorno
limpido per l’assenza di nubi
illuminato da mille stelle
così vicine da toccar la terra
e il mio viso trafitto dal gelo della sera
ed io avvolta dalla tramontana
che sventola il bucato
dimenticato ad asciugare
sui fili stesi nel cortile
assorta...
sull’uscio mi perdo
in quest’immenso.

Eterea come il mattino
che si leva dal mare
leggera come la neve
che imbianca le cime
inebriante come il profumo
delle zàgare in fiore
penetrante
come l’oro dei girasoli...!
Eterea come ogni amore
dovrebbe essere
e come ogni gioia inaspettata,
già è,
indefinita come la nebbia
che annulla i contorni...
e rende gitano l’animo
e il desiderio di te.
Eterea come una musica lontana
che continua riecheggiare
come il sole di questo mattino
che veste di vero
ogni nuovo mio istante
a partire da qui...
eterea è la vita che
si legge nelle gemme di brina
nello stelo minuto
che culla quel piccolo fiore
nei caldi colori
che rompono
il verde manto del prato
leggera è la la vita
che risveglia questa primavera,
pigra ad arrivare,
ma che aspetterò
come fonte a cui dissetare
l’etereo, infinito,
desiderio di te!

Chiedo al tempo di regalarmi
istanti passati e fuggenti,
profumo di fiori appassiti,
chiedo al tempo
per non perderti per sempre...
a piccoli sorsi d’acqua
disseto questo cuore che vive nel silenzio.
e si nutre della solitudine di voler credere
che possa esistere l’amore
e di esser certo d’averlo posseduto
e rinnegato...
vive di silenzio e d’abbandono...e
ad una ad una cadono
le foglie dei tanti addii
e si disperdono nel parco,
quasi deserto e prossimo alla sera,
prima di toccare il suolo...
Svaniscono allo sguardo,
libere ormai di lasciarsi
trasportare dal vento
freddo e pungente...
penetrante come non mai...!
Son libere di far da manto
ai colori dell’autunno.
E per ognuna chiedo al tempo
di dimenticare,
con lo stesso ardore
che mi porta a ricordare,
a ritornare a calpestar le foglie, ormai ingiallite,
e non so più se ho vissuto...la loro primavera.

Piove...
il cielo distende il suo dolore sul mondo
e un pò contagia i cuori.
Piove...
e canta il cielo la sua malinconia
sopra ogni tetto ed ogni strada,
bagnata come gli occhi di chi guarda
la vita dai vetri della sua finestra.
Piove...
e dona vita il cielo con le sue lacrime
lievi e sincere,
si fonde col mare e con ogni fertile terreno,
e con la mia pelle che resta in ascolto
del suo ritmo universale.
Piange il cielo senza motivo,
come a volte pare fare
il mio cuore...o forse perchè son tanti,
da far straripare il fiume della vita...
piange il mio cuore di nascosto,
ma il cielo non può...
e allora io l’aspetto
e so che lui mi aspetterà!

Il tempo guarisce
il ricordo sbiadisce
nell’ anima si acquieta
il desiderio ed il delirio
e reietta quest’amara nostalgia
veste i miei giorni,
ancora...
Rubo al sole chiazze di luce
per intingere i pensieri miei
di questo mattino
nuove parole
per questo diario
dove mi crogiolo del silenzio
rotto solo dalla poesia!
Randagie le mie certezze,
celate le paure, vivo
per il giorno
da poco nato nel cielo
di questa sconfinata malinconia.