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La strega e la nebbia - di Vesper Klarov

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 23/03/2009 alle ore 22:10:52

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

Camminavi lungo la scogliera
Udendo il mare cupo infrangere
Onde contro le brune rocce,
Mentre più vicina avvertivi
La tempesta e l’umido in fondo.

Pensavi, come scheggia aguzza in cuore
Quando bambina in punta di piedi
Danzavi sulla piccola balera,
Sbattendo i tamburi orlati di sistri;

Goccia a goccia, la pioggia scendeva,
E all’improvviso sentisti urlar
Comete dal profondo siderale;
E le stelle tutto intorno danzavano liete.

Ricordi come i campi brulli della tua terra
Percorrevi sola sul finir del giorno,
Leggendo nella Luna la poesia della notte
Cercando nei rumori le note dello Spirito;

E quel, che era vicino a te, palpitante
Era l’incanto sottile della natura antica;
Ardeva in te quel fuoco amaro e silenzioso
Che nulla perdona a chi concede.

A lui cedesti infin tutta vogliosa,
Giovane strega, che venivi al sabba
Circondata da una luce misteriosa.
Così ti videro allora: la parola; l’accusa.

Sul più alto corno della roccia seduta
Rifletti e ricordi, ed è come la nebbia
Il pensiero che immateriale penetra l’anima
E ne coglie i segreti più sinuosi;

Or tra le fiamme danzerai, strega.
Farai il processo con l’acqua santa,
Poi sul rogo ti bruceranno viva.
Batte! Batte il martello delle streghe!

Doman come argento vivo
Una pioggia di cenere sarà la tua carne;
Ed il sangue dalla bocca misto a umori
Bagnerà le nere ossa.

Giustizia e santità!
Batte! Batte il martello delle streghe!
Per il male del tuo mondo
Qualcuno deve pagare.