La stanchezza della gente - di Luca Adami
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 03/08/2008 alle ore 20:31:35
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vivono uomini e donne
con strana, grigia indifferenza
mentre l’innocenza dei figli
si perde per la strada infame.
incrociano gli sguardi i viventi,
col sentore di un animo spento
che cerca nell’altro occhio
solo il tacito assenso animale.
il pingue benpensante
ricorda l’onore degli avi perduti.
lo scarno libertario
vedrà un riflesso nel piccolo volto.
‘IL MONDO VA A ROTOLI! IL ROTOLO CONTINUA A CADERE!’ urlava qualche pazzo per la via, mentre il barista usciva dal locale con la ramazza in mano per scacciarlo distante. niente sovvertitore nel paese del non-senso.
una musica triste aleggia nell’aria, ormai diventata una colata afosa di acidi allucinogeni. ha ucciso anche i cervelli migliori. per gli altri sono bastati una manciata di buoni sconto e qualche pubblicità ben piazzata.
le piccole speranze del futuro si sono acquietate ad una vita più comoda, hanno appreso il senso del tradimento fin troppo giovani ed ora sfruttano il grande uomo come un giocattolo vecchio. tra loro i virgulti si trattano con il riguardo di un serpente verso il topo. ogni serpente per ogni topo.
i luccichii di innocenti reduci, fiochi ed infreddoliti nelle loro tane, non bastano per cambiare il mondo; e nemmeno bastano i loro figli, né i figli dei loro figli.
sarà una colata lavica od il mare
o un cataclisma universale
ad estinguerci come stupidi cani,
anzi come anonime scimmie glabre...
ma le parole non sono mai servite
quando non sono usate per parlare;
ora il vaneggio può acquietarsi
dietro questa cortina di grigio fumo.
i viventi, benpensanti o libertari,
ormai non ascoltano più nemmeno
il frammento dello specchio
che una volta li ritraeva vivi.
Luca Adami, giovedì 17 luglio 2008
