La sindrome Meister - di Vesper Klarov
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 23/02/2009 alle ore 00:13:40
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La sindrome Meister
Aspre, violente tempeste turbinose
Potenze sublimi di tremenda bellezza primigenia,
Rocce si stagliano, scattanti e feroci Mènadi.
Impietose dell’umana miseria, fiere riversano
Ed Angui, ed Erinni furiose e blasfeme,
nel Grandioso Interminato Mare Interno,
Meraviglia e Mistero dello Spirito ardente
Per il Viandante inquieto che ricerca sé.
Lo maggior corno della Fiamma Antica
Si desta di nuovo ardor crollandosi,
Seguendo altri allori, sfidando impietosa tracotanza,
La furia degli Astri, l’ira dei Numi,
Di retro al Sol, del mondo sanza gente,
Ignaro cercando nel Nuovo Mare
La propria immagine riflessa, compagna alle stelle
Dell’altro Polo. E prima che l’alto Turbo ti colga,
Spingi oltre gli occhi alla Montagna, Viandante
E posa lo sguardo su questo e sull’altro Mare.
Contempla l’abisso ululante in tempesta,
Finchè i flutti saranno mutati in verdi foreste
Balsamiche e resinose, città di creature silvestri,
Di Eumenidi benigne ed eteree, di alti Spiriti
Dell’aria, dell’acqua, propizi alla fertile terra.
Dai monti celesti, dalle alte caverne muscose
Sentirai suonare il corno di Fauno;
Ascolta levarsi un canto alla Perpetua Armonia:
Ignota è la sorgente della voce, echeggia dalle viscere,
Profonde irragiungibili, l’antico cuore della Montagna.
Scalane i sentieri, Viandante, và ed esplora le valli segrete,
Nei tramonti innevati, dalle irte creste.
Perditi e sii felice, nei deserti, nelle notti,
Sarai il Sole e l’acqua che dà Vita alle rocce nude.
Avanzerai finchè la via sarà più stretta ed irta,
Fin dove perisce il giorno, su questa faccia del Pianeta:
Perditi e sii felice, ma tieni fermo nella testa e nel cuore
La Via del Ritorno. Più dolce sarà il ritrovarti:
All’inizio del cammino; sarai in ogni cosa, ogni cosa in te;
Ritornerai per sempre.
