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LA NOTTE ARTICA SI AFFACCIA ATTRATTA CON OCCHI - di Alessandro Idisium

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 31/12/2009 alle ore 10:34:56

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

LA NOTTE ARTICA SI AFFACCIA ATTRATTA CON OCCHI DI BALENOTTERA,
STELLA COL TUO NOME IN OGNI GALASSIA


Noi due siamo a mille ere dalle condanne e da quello che il mondo crede sia il mondo,
in un amore senza fondo dove affogherebbe il big bang e tutto ciò che non ha ali d’utopia,
vediamo dove il mondo, fuggente perde dove sia il mondo,
gli anni luce sono stracci che si perdono anch’essi nelle geometrie;
poiane grandi come le folle del giudizio universale in picchiata e i luccichii romanzanti dei fiumi.
Siamo nella luce del giorno finito per una rosa che morirà stanotte.
Cos’è, abbiamo che brucia sotto ogni dito la voglia di vivere ed è sepolta la condanna.
Cos’è, abbiamo l’infinito;giuracelo luna che non parli insanamente,
creata la terra solo per essere desideri a flotte.
Siamo via fino alle fughe di un brivido, abbiamo i brividi fra me e te,
nemmeno la fine, nemmeno la memoria, nemmeno affogare l’uno l’altra,
potrà avere costruzioni, tutto nostro, ma in un delirio,
come un morto visto vivo solo da noi in una grotta la concezione di questo amore.
Noi due lontani più del vino migliore, più della malattia in un sogno,
più dei segni zodiacali, più lontani di quel gatto morto sui fili elettrici,
più dei numeri, più delle ragioni di esistere,
più della cometa che ripassa fra mille anni,
lontani come la fiamma di una candela spenta per un desiderio ed è solo la candela a rimare li.
Io e te uniti nella foresta solo da un filo di rovi che stringevamo,
io e te uniti come quando come scura firma fatta con l’infinito,
ci nascondevamo dal sole a spinte infide mimando una gelosia pericolosa,
ci nascondevamo da sole ad abbracci da condanne a morte,
per più tempo possibile dentro dell’estate l’iride,
io e te uniti come spine fra spine senza curar la rosa,
Io e te così vicini che vedevo il tuo viso prima della mia porzione di vita,
io so che le stelle mormorano a te per dire a me,
io vedo il panorama che alza cornucopie e il tuo scialle colorito me lo ricordava,
e qui sul fondo di due bicchieri che riflettono il giorno di oggi
e tu scalza sei anche quell’ultima goccia rimasta,
è per te questa frase amore, perché io odierei l’eternità se non esistessi,
noi due raggruppati in una lacrima nera che ingoieremo
e mentre la notte artica si affaccia attratta con occhi di balenottera
sul nostro svincolo dal destino poiché ognuno seguiva quello dell’altro
come una macchia nera nel creato noi, come un amore che stordisce madre natura.
Io ti dicevo, ho una stella col tuo nome in ogni galassia,
sei un perché di quel cielo,
perché io odierei l’eternità se non esistessi e senza mai voltarci indietro ti dico:
“sappi che abbiamo già vinto da sempre,
non potranno mai spegnere i crateri che eruttano argento della luna
o far scoppiare il sole, destino glorioso affibbiato alla terra,
abbiamo vinto, questa è la nostra certezza”
è per te amore solo per te.

ALESSANDRO IDISIUM