La neve sul Passante - di Vesper Klarov
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 15/02/2009 alle ore 15:37:09
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La Neve sul Passante
La ronda di luci sulla strada maestra
È cessata dall’ora di mezzo.
La folla le grida, la gioia dei sensi
Il vento ha spazzato in un colpo.
Il fasto degli anni, nell’aria di festa
Nell’ombra ristà la memoria.
Di gelide aure si cinge la Luna,
già stanca si volge, ma è lunga la notte.
Da un angolo buio, un incrocio deserto
Fa un cenno insicuro un ignaro passante.
Curioso si aggira, poi lento si volge
Non ode che l’eco dei passi nel vuoto.
S’illude e ripensa, poi triste si acquieta:
Sol vede rovina, velata d’incanti.
Di gelide aure si cinge la Luna,
amica nel pianto di chi mesto affanna.
Sedutosi infine su un ceppo muscoso
In alto ha rivolto lo sguardo.
Negli occhi già langue, nel corpo è fremente:
e’ in cielo la pallida Luna.
Ritrova in silenzio memorie lontane
Non v’è nube in cielo, ma cade la neve.
Di gelide aure si cinge la Luna,
la bella in discesa, ha raccolto ghirlande.
La mistica pioggia, silente leggera
Volteggia nell’aria, al suolo si adagia.
Contempla il passante la strada deserta
Cercando nei fiocchi le cose che ha perso.
S’imbianca il cappello, sorride e capisce:
non è neve, è pianto di Luna.
Di gelide aure si cinge la Luna,
padrona notturna degli orti negati.
A un Nome, se è morto, sta cara la Luna,
se in cielo ne serba memoria,
se in terra ne sparge i ricordi.
