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La melodia del vento tra i pini ieri era pił orecchiabile - di Fabio Cervoni

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 12/01/2007 alle ore 23:54:36

 

L'autore si assume la responsabilitą di quanto pubblicato.

 

La melodia del vento tra i pini ieri era più orecchiabile.
Era là in silenzio e sussurrava note e profumi.
Stamani i pini eran secchi e l’aria era ferma.
Pensai ad un sospiro del vento
Che non credeva di cogliere vantaggi dalle mie orecchie
E pensai che forse non riceveva mai l’ascolto che meritava.
In verità intorno a me tutto è stato creato solo per la mia evoluzione,
E questo vale per tutti.
Quindi se il vento col suo canto non ritiene giusto
Allietare le mie giornate io credo che non mi meriti.
E anche lui è legittimato a pensare lo stesso.
La verità tra le due posizioni poi non esiste.
Poiché la sua esistenza è superiore e quindi inconcepibile.
Eppure il vento non è l’unica cosa ad esser cambiata.
La sua musica sembra aver abbandonato anche i pini
Che, oramai secchi, stanno per abbandonare la terra
Che, senza le loro radici, cederà e sotterrerà tutto ciò che ha intorno.
Il vento avrà anche dimostrato la sua importanza
Ma ora non ha più strumenti da suonare, orecchie da riempire, polveri da smuovere.
E non riuscirà a restare in aria per molto una volta alzatosi
Perché non c’è nessuno che ne gioverà
Ma nemmeno nessuno che lo subirà con dolore.
Il vento poteva conservare la sua idea di essere unico ed indispensabile
Ma doveva condividere col mondo solo i pregi derivanti dall’unicità;
E non l’unicità stessa.
Perché in quanto unici siamo indispensabili al funzionamento della natura,
Che ha pensato ogni cosa in funzione di un nascosto fine comune.
Non ci si può ritirare poiché sarebbe la fine di tutto.