L'enclave dell'amore perpetuo - di Abraxas
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 02/11/2008 alle ore 14:01:35
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Forse aveva ragione
Quello strale leggero
Disceso da un mero cielo,
dove il denaro, la pubblicità,
la falsa verità,
l’inganno, la malvagità
erano assenti.
La cultura viene dal cuore
Saltando il muro del tempo
Con una poesia
Di rime irregolari,
la parità del reddito
è una menzogna
con occhi millenari.
Mammona che ci trascina
Nella notte solitaria
Non è una mano
Che si spiega in aiuto
Di una voce supplichevole,
la sabbia umida e molle
della spiaggia dell’artefatta libertà
ci aspetta con tentacoli di brama,
questa età dell’oro non è
la manifestazione di Rama...
Ritorneremo, lo so,
al Dio della terra,
all’autunno, al mito, al rito della pioggia,
alla primavera, al Dio del vento
che trascina via residui di notturne morti.
Ritorneremo all’estate fresca e soave,
ritorneremo alla primitiva luce
di un tramonto iemale,
che si riscopre essere un’enclave
dell’amore perpetuo.
