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L'attimo e l'essenza parte quarta - di Guido Mazzolini

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 17/11/2006 alle ore 08:35:26

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

Sei

Sei inferno e paradiso
pace, guerra
sei assenso e dissenso
tempesta, bonaccia
sei sabbia e granito
spessore sottile
sei fuoco che arde
sei acqua che spegne la sete
sei e non sei
ma se sei
sei presenza insostenibile
ai sensi,
a sussurrati sensi
insaziabili
di sognatore schivo.
Sei l’ansia di sapere
tu, per sempre irraggiungibile
eppure così vicina.


Porgi silenzi

Porgi silenzi soltanto,
tacite voci che spesso
fanfare squillanti di ottoni
diventano a chi li raccoglie e geloso ritrae,
come guerriero combatte,
non teme la morte.

Inquietudine, tu delinei sottili parabole
e scuoti nell’intimo chi segue fedele i tuoi passi.
A volte sei come frullare di passero
nel centro preciso di me,
a volte tempesta che scrolla violenta la riva.
A volte non sorgi e pare che tenebra cali.

A volte sei alba.


Metamorfosi

Porto addosso da sempre lo stesso vestito
di grigio affilato, lo porto con cura
ebbro a meste carezze, pensieri di uomo
che percorrono avvinti i ricordi migliori
i più cari, impagati, perduti rimorsi
sono segni indelebili, incisi negli occhi
assonnati da veglie crudeli. Rintocchi
implacabili un poco io perdo, nell’ansia
cerco il suono ovattato di passi per strada
i miei passi che un tempo segnavano i luoghi
di memorie.
E’ facile alibi il sogno
tiene strette le tracce dei miei disinganni
accorciando distanze che un giorno illudessero
il nome di Dio. artifici del tempo,
metamorfosi, simboli che non comprendo
e so prigionieri di fallaci rimorsi
riconosco soltanto il colore del buio,
il sapore dei giorni più lieti. non credo
rinascite se non le mie, premurose
memorie, loculi vuoti hanno colmato
e abissi di sogni più sonori dei passi
che riconosco, cari, su ghiaie di viali
alberati.
Non ho percepito altre immagini,
non serbo rancori che incendiano il petto
sfumando nell’immediatezza del porgersi
nell’essere fuoco, immagini e fiamma
che un poco s’accende balena e s’innalza.
Porto addosso da sempre lo stesso vestito
di grigio affilato, lo porto con cura.



Sensazione

Riposano
le mie solitudini
su tenui giacigli
di vento.

Respiro
l’immenso
del cielo.


In Sogno

Ho abbracciato
nel trine di occhi
deserti candidi
e anime vuote.

Divenni pallida maschera
nel palpito rapido
stanche sembianze di altri.
Divenni musica.

Ancora
invoco saggezza.

Non voglio risposte.

Invano
ricerco
la totalità.


Io sono così

Io sono così
come foglio posato
su tavola nuda
fredda di mille ricordi.
Foglio bianco
innumerevoli possibilità
di suoni e parole.

Sono così
o almeno io credo
se chiudo in un attimo
gli occhi.


Evasione

Correva su spiagge
iridescenti di sabbia dorata
incosciente fanciulla
il vento lambiva
le ambrate sembianze
di un giovane corpo.
Eterna evasione!
Sconosciute libertà
di sediziosi pensieri!

Adunanze
misteriose.


Anima

Anima che strisci e gemi
che osservi attonita,
stupita
con lo sguardo di chi assaporò mille piaceri
senza coglierne nemmeno uno.
Eterna consigliera di uomo
scopri all’improvviso in me
deserto, immensa distesa
di polvere e dune.
Eterna compagna
di un pazzo.


Così abbiamo vissuto

Dove fuggirono le nostre passioni?
Atomi folli, splendenti.
In bui ricordi svanirono
nelle opache maschere
che come ragnatele invisibili
confusero nostre sembianze.
Così abbiamo vissuto
inebriati da tristi saggezze.


Ritorno

Fulgore
di rapidi versi
gettati tra spine.
Ritrovo
sicura
l’ansia di eterno.


Epigrafe

Tristemente
quell’ansia inebriante
di essere vivo
scomparve.
Vagava in stanze vuote
di passate memorie
tendendo la mano
mendicante
nel fragore di ricordi.
Che pena crudele
la cessata inquietudine!
Così mi trascino
sconsolatamente felice
senza più desideri.
Quella notte
con le mie mani
ho scavato mille, mille tombe
al mio spirito
su ognuna l’identica scritta
"Perduta passione.
Amata e perduta passione".


L’arrivo

Non ho mai afferrato
con queste mani di uomo
l’Infinito
ma tenni quel giorno una vita
piccola e immensa
e mi parve di stringerlo,
per un attimo solo.