Immaginare non basta - di Francesco D'Aleo
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 31/03/2006 alle ore 13:50:26
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E’ giusto e, soprattutto, è rispettoso scrivere una poesia sull’argomento ? Beh, forse "poesia" è da intendere genericamente, come un mezzo che permetta di esprimere sinteticamente il concentrato dei propri pensieri. E, comunque, tutto dipende da quel che si vuole dire e da come lo si dice. "Ricordare", è la parola d’ordine, "non dimenticare e tramandare"; ma l’accanimento dell’uomo sull’uomo non è mai cessato, anche dopo la tragica mattanza del popolo ebreo. Continua ad accadere anche in questo momento, e per mano di popoli ritenuti, a torto, fari di civiltà e che continuano a nascondere dietro a un dito le loro responsabilità. Questa povera cosa che ho scritto vuole essere un omaggio a tutte le vittime delle false dottrine inventate dall’uomo per giustificare la propria ferocia, ed è anche una constatazione dolorosa: il potere del forte sul debole ha un fascino al quale pochi riescono a sottrarsi; così è, almeno fino ad ora. Pure in mezzo all’inferno io credo che ci sia ancora qualche speranza. Voglio crederlo. Voglio che i miei figli lo credano.
IMMAGINARE NON BASTA
(Omaggio a tutte le vittime delle false dottrine, inventate per giustificare l’umana, fratricida ferocia)
Non ci è dato sapere
del mondo perduto
dietro gli occhi.
Milioni.
Senza colore.
Appesi a un filo spinato.
Parole da inventare
descrivono
l’indescrivibile.
I figli straziati
macellati
strappati
gettati via
dal caldo petto
delle madri
ad un abisso
di fredda
e torturata miseria.
Era facile
per un bimbo
sfuggire ad Auschwitz.
Non conosco
la sofferenza
di luoghi senza ritorno
dove morire
è l’ambito ristoro.
Noi esentati
e risparmiati
noi al sicuro
in un’altra era
noi graziati
dall’angoscia
conficcata a forza
nella carne viva.
Insegno
ai figli
quello che posso.
Ma non m’è dato sapere.
La mia pena
è l’unica cosa
che conosco.
