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Il blues del mio destino - di Tiziano Toma

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 26/09/2006 alle ore 09:49:23

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

Il telefono squilla Il telefono è muto.
Il blues del destino suona , uno shuffle
Lento e cupo.
Tu sei il mio disordine, una penna si getta a terra.
Tutto cade, scorre, vola, muore, precipita
Il blues va da solo, di volontà propria.
Mi ritrovo in mezzo, tra Bukowsky e Rosseau,
Uno dice d’esser uomo, e come tale,
ragiona, pensa e scrive, ama ed odia
il suo destino, diviene lentamente un’ icona.
Il blues continua, e l’altro beve ancora,
ubriaco, vaneggia e storpia in rima,
poi si libera, vomitando tutta la sua
umana non curanza, così maledettamente
vera.
Il telefono è rotto, il telefono squilla ancora
Io che guardo quelle due figure scritte,
io che fumo, io sono triste,
io che sogno, mi faccio ancora pena.
Il blues continua, non ha pietà, lui suona.
Tu stai lì, lo sei sempre stata,
io sono quì, che brutta storia,
le ore passano, troppo veloci, respiro appena,
stasera regalerò una rosa, ad una puttana russa e sola.
Il telefono non c’è, tu dici pronto,
sembra ieri che t’ho conosciuta,
amore, io non ti conosco.
Ad un tratto era tutto, così vicino,
nitido, chiaro, vero,
ora, invece, io sono solo,
mentre il blues del mio destino,
suona piano, in sotto tono.
La verità non esiste,
è tutto oppure niente,
sono io che scrivo ancora, sei tu, dentro qualche donna, sola.