Dacchè i vecchi siedono nei portici a Rimini XXIX - di Enea Pesaresi
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 29/12/2007 alle ore 17:50:38
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Ho parlato a un vecchio.
Solo sul marciapiede, era stanco.
Desideroso di cibo nei suoi cenci fracidi,
dormiva.
Quell’indentico vecchio era tale
al mio orrore. Ed io mi coricai lì affianco,
sotto una vetrina luccicante
colma di gente e di profumi segreti.
Questa gente sapeva
ben gemere con i cibi meravigliosi.
Perché i nostri gemiti
hanno una via e la posseggono
e non varia.
O mio sudicio vecchio,
noi nel sogno e nella vita, noi
abbiamo le ossa colla stessa stanchezza.
