Con la banda me ne andavo - di Vincenzo
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 24/10/2006 alle ore 17:05:29
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Con la banda composta da pochi membri
scelti dalla collettività
me ne andavo per le strade
popolate dalla più vera povertà,
ricordo ancora l’odore di zolfo
ricordo un uomo che giaceva con
le pupille dilatate puntate
contro un cielo troppo azzurro
riesco a percepire quei rumori
assordanti di rivoltelle
clandestine importate dai
tunisini imbastarditi dalla
loro infanzia troppo dura
per esser abbandonata al passato;
percepisco il tanfo vecchio
di storia, vecchio di Napoli
dei quartieri popolari:
è un tanfo istruttivo
ti fa spalancare gli occhi
e ti affina i sensi.
per strada si impara a vivere
in una società poco rispettabile,
una società che ti lascia
andare alla deriva, senza aiuto.
correvo spensierato, seguito da loro
con i sorrisi della prima giovinezza:
un sorriso che ti mozza il fiato,
un sorriso che ti da forza.
una mare di persone riversate
per strada, corrono pieni di
paura: quel uomo è morto:
tutti hanno visto, il suo capo
sanguina; nessuno dice una parola,
ristabilito l’ordine la folla si
disperde, si chiude in casa
come se niente fosse successo.
mia madre, a quel tempo, mi perse
per mano e mi condusse in un luogo
sicuro, avevo paura che un proiettile
vagante potesse colpire sia me che lei
(in quel contesto si impara molto
velocemente, tutti hanno coscienza
di quel che accade, si impara in fretta
e troppo presto.)
quelli con cui correvo e giocavo,
si sono dispersi con la folla
e non c’è verso di ritrovarli integri,
ritornano alle loro case un po’ ammaccati.
con un mezzo sorriso
e rinvigorito dalla speranza
dissi a mia madre:
- ritorniamo a casa.
