Cercandoti - di Tiziano Toma
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 24/09/2006 alle ore 15:43:50
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Ti cerco, continuamente ti cerco,
mi volto, giro su me stesso,
imperterrito, ti cerco,
disperato, in un sogno,
affannato, dentro il mondo,
salendo scale immense
e scendendo da cascate d’acqua pesante,
nel caffè della mattina e nel whisky della notte,
dentro il cuore di una bambina, e nella neve lontana,
tra la pioggia che cade lenta, e nell’amore dei miei genitori,
negli occhi del mio nipotino e nella mezza età di mio fratello,
all’interno di una mail vuota e tra le ali di una rondine,
ti cerco, ancora, non sono stanco,
tra le note di una canzone, e nella voce di un poeta,
tra le luci che sull’autostrada fuggono
e tra le righe di un libro che ora è poggiato sulla mensola,
cerco te, solo te,
negli squilli di un telefono, tra i palazzi della città al buio,
seduto al tavolo o imprecando ancora una volta dopo la tragedia,
non smetterò, non mi stancherò,
anche nella morte e nella nuova vita,
in un coro di voci lontane, e tra l’inchiostro di una penna,
tra la seguenza di tasti battuti, e nei battiti del mio cuore,
tra sorrisi e pianti e tra sguardi fuggenti e tristi.
Ti cerco, lo so che tu mi osservi e ridi,
io ti cerco volando in India, o seduto sul marciapiede sotto una casa,
in un microfono spento, in un sogno sbiadito,
ti cerco come fossi un fratello, o la salvezza per non sentirmi estinto.
Ti cerco, giuro, ancora lo faccio, fino alla fine di questa assurda nenia,
ti cerco, ti cerco, come in una storia infinita,
nel tabacco della sigaretta che tengo fra le dita,
nel portacenere argentato colmo di desideri spenti
e nel calendario dove i giorni sono tutti uguali, dal principio della storia,
tra gli spiriti che non vedo, e tra i defunti che ho conosciuto,
tra felicità ed austera esistenza,
in una stanza o nella pancia di una stupenda donna incinta.
Ti cercherò, come un cane che viene abbandonato,
sulla strada del ritorno o su quella della partenza,
tra i miei soliti vestiti neri, e tra fogli scritti ieri,
in un sasso o nel mare d’inverno, senza meta, senza senso,
come un pazzo, o come un monaco vecchio,
come l’odio che inutile aleggia attorno
o come l’amore quello vero denso e solo,
ti cerco, in una mano che mi tiene stretto,
o in bacio che m’ha detto addio,
nel silenzio del brano appena finito,
nella rosa nera del mio giardino,
e nella margherita che domani non ci sarà piu in quel prato vicino,
nel susseguirsi di eventi sbagliati, e nel violino,
nel pianoforte grande e nero, e nella voce di chi mi sta ascoltando,
nel mio pianto vano e liberatorio, e nel vuoto di ogni mio pensiero,
nell’amore tuo che io non ho avuto
e nella legna che lenta brucia mentre osservo il mio camino,
io, ti sto cercando, io, ti sto cercando.....
Marta....ti adoro.
