Catania si ferma - di Alberto Petrarca
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 11/02/2007 alle ore 13:25:41
L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.
Il tempo si è fermato sopra questa città.
E urla contro la morte...
Accarezza dolcemente questo ricordo
Che divide a metà il cuore di un uomo innocente.
Il silenzio della nostra vergogna...
Di quella rabbia che la paura ha sempre nascosto
Tra i suoni della vita che fugge,
disegna adesso un’altra pallida stella
sulle pagine strappate di questo cielo
che non vuole più baciare la nostra storia e...
...il vostro destino.
Dio si rassegna.
E l’uomo barcolla tra la colpa e l’innocenza:
ubriaco di un veleno che,
goccia a goccia,
ha bagnato le nostre labbra
fino a sfiorare l’anima dissestata dai nostri sbagli
che adesso scompare come se fosse
il semplice trucco di un mago distratto
e la bugiarda verità di una parola...mai detta.
Sotto l’unica campana che
Non ha smesso di suonare,
una persona
in ginocchio
batte il petto contro il dolore.
E la sua mano è un pugnale
Che ferisce il pianto di una moglie tradita
E il dimenticato silenzio di una figlia...abbandonata
Tra i pensieri del tramonto più triste.
E l’Etna urla contro i suoi figli.
La sua voce spacca la terra...
Le sue mani afferrano l’aria che brucia
E cavalca il tempo in cui si perdono
I ricordi di una notte di dolore,
e le timide parole di uno scrittore senza nome...
sconosciuto come il volto di qualcuno
graffiato dalla collera di noi innocenti.
Il vento si ribella.
E un uomo cammina sulla strada
Che la nostra indifferenza ha immaginato per lui.
Viaggia sconsolato:
senza paura...
senza rancore...
Passeggia sperduto sulle rive dei nostri errori
Che bagnano lo sguardo di questa nostra madre
Che intanto si è spenta...
...e stavolta per sempre.
Diventa povero...senza la vita...
Diventa pazzo e stanco...senza vendetta...
...senza giustizia...
Diventa il riflesso di questa nostra
Perduta identità
Che ci stringe ancora la mano
E ci abbandona lì...
Di fronte alle mura sconsolate di una città
Che per otto volte ha conosciuto l’inferno,
ma mai come adesso
il fuoco di questa nostra sconfitta.
