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Canto di un non soldato - di Alessandro Vettori

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 31/01/2006 alle ore 18:22:23

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

Madre, grazie per avermi messo al mondo!
È grazie a te se io ora calpesto la terra,
osservo la natura,
bevo acqua che mi raggela i denti.
Potrò viaggiare,
conoscere il mondo, la gente,
Io...farò i miei passi tra l’ umanità,
lascerò le mie impronte.
Madre ora ho dieci anni ma,
da grande a vent’ anni tu,
sarai orgogliosa di me;
ti comprerò un bel vestito,
ti porterò a vedere un bellissimo tramonto;
Madre grazie perché un giorno io sarò un uomo!
Madre ho vent’ anni,
mi hanno chiamato per andare a fare la guerra
ma, chi la vuole, io non odio nessuno eppure,
dovrò uccidere per sopravvivere,
qualcuno ha deciso chi sono i miei nemici,
io amo il mondo, la gente, la natura.
Madre ti prego apri le cosce fammi rientrare,
io non sono un soldato,
io non voglio sparare!
Madre in questa trincea io non ci voglio stare,
perché mi hai abbandonato,
perché, perché...
No, non sparare,
siamo uomini allo stesso modo,
perché vuoi uccidermi cosa ti ho
fatto?
No, io non ti sparo,
non ho ancora amato perché vuoi ammazzarmi,
Madre la mia Libertà,
Libertà, Libertààààààà
Dio!
Morte, Disperazione,
scenario di fiamme,
perché piove sangue dal cielo.
No, non sparare guarda c’è il sole!
Anima, sangue,
il mio corpo è esangue,
aria allo stomaco vorrei un bacio,
un bacio da te che mi hai ucciso!
Madre io ti detesto!
Perché mi hai promesso l’amore
ed invece son morto
in quest’ orgia infernale?
No, scusami,
non è colpa tua, non potevi sapere!
Però, ora che son tornato alla terra
ti prego, diventa per me un raggio di luna,
accendi ogni mia interminabile notte.