Canto a Sisine - di LV
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 13/03/2009 alle ore 18:55:35
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I
Luna.Luna di pietre bianche e il cielo non è casa
Solo dal basso sei luna e sei sciabola dalla lama,illesa
dalla tua bellezza senza confronti.
In principio il color dell’alba rispecchia l’inequivocabile
perchè sei l’Immagine;la sola, non lo sfondo,
di rare e simpatiche chiazze d’arenile.
E poi,piano piano il sole tira su la serranda
e lui non manda sempre più luce:sorgi tu.
E odo ancora il tranquillo sciabottar di mare
sciogliersi e spumeggiare sugli scogli colore del baleno
Ma poi il giorno matura sulle tue indoli;
gli scafi guadagnan la riva e si spargono come coriandoli
Ahi.Quel rumor di gente come se una ingente marea
ti sovrastasse all’improvviso,ma a cuori ed a ombrelloni ti si
immolasse ogni giorno,per la tua bellezza.
II
E’ mezzo dì.La canicola accende l’avorio delle pietre
che corron verso la foce della spiaggia;foce di un fiume di persone;
foce,a cui io d’estate mi reco.
Ma hai sempre l’amico monte che veglia sul tuo manto color
corallo,e ti copre dai raggi del sole
che allunga le braccia per poterti toccare quanto sei bella.
Poi le voci fanno sempre meno eco al suo ridosso
e anche il mare si quieta.E’ verso il vespro,per tutti casa,ora è la meta.
III
E’ finalmente sera.Il cielo sta rimboccandoti le coperte,
con un manto di stelle.Ha già spento le luci e abbassato il volume.
Ora,solo io sulla riva a prendere una tua boccata.
Il tuo vento fresco mi veste per stasera ma vorrei,
che lo facesse ora e sempre.Mi ha preso ormai le misure
e sento di far parte dell’orchestra di stasera:
tu,l’ancora;io,la nave.
