Cado giu' - di Oblio
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 20/01/2010 alle ore 03:36:53
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L’insostenibile peso dell’essere mi lega alla terra nascente,
muore il giorno, nasce la notte e negli spazi dell’anima vaga la mente.
Cado giu’, mi sembra strano, in questo buio impellente,
sento i miei battiti, osservo la paura, ma i miei occhi non vedono niente.
Cieco è l’amore, cieco è anche l’odio, cieca è la fantasia,
un amante ferito puo’ esser vigliacco o vicino alla pazzia.
Sembran senza senso queste parole, ma il senso di tutto dov’è,
ti amavo io, sei andata via, con mille scuse, con mille perchè.
E adesso passo le giornate e aspetto l’onda,
un baratro senza fine, una tempesta che mi sprofonda,
perchè io nave senza meta, perchè io borgo di periferia,
lascio a tutti il mio dolore, lascio alla luna, la vita mia.
