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ALLEGORIA AUTUNNALE - di Domenico De Ferraro

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 28/10/2007 alle ore 15:47:14

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

NOTTURNO AUTUNNO


Dormono le foglie morte sui rami secchi tesi verso il cielo infinito.
Ogni cosa s’ode nell’aria oscura di questo ultimo autunno.
Prigionieri nel tempo le forme logiche nei loro sillogismi
siedono fuori la porta dell’anima in attesa d’essere compresi.
Viaggi e giorni d’un tempo narrato
il rancore invecchia con il passare degli anni
insieme alle sconfitte , dorme la speranza ,
mentre l’agonia dai denti deboli
morde in silenzio il dolore delle ore.
Lungo le infernali statali passano le auto di corsa verso casa
s’odono i passi ,s’avvicina la sorte chiacchierando t’invita
con lei al bar a prendere un caffè.
Ingannevole senso , pronto a godere
nel vederti gettato in un fosso filologico
così tu dicevi lasso : vi prego ,acerbi miei concetti
unitevi insieme nella comune gentile memoria
se cortesi mai siete in dar tormento
poiché son tanti ,che il mio cuore duro
di mille offese e vari raggiri
ch’io non ben conosco e pur vi sento
talché di rimembrar meco pavento le mie sciagure.
Inseguito da dubbi e incubi ,s’agita fuori la porta
Il basso popolo bussa ed urla per entrare
cosi ahimè s’aspetta tutti insieme la fine.
Ora con il cambiare della stagione
si sente per le vie le grida dei scugnizzi
in gruppo andare per strade consumare
sognando quella loro sciagurata giovinezza.
Vaghi ragionamenti inclini al volgare verbo
l’ atroce urbano dubbio rode gli incapaci
all’ombra d’un cipresso si consuma
miseramente certezze e intendimenti .
Amori mai nati e pur inseguiti con congetture e confutazioni
con giacche e pantaloni fatti di pagine di libri
di quella strana scienza senza alcuna conoscenza.
Mi duole l’animo non trovo compassione di me
ne dell’altrui medesimo, ultimo illetterato
frutto d’una morale laica d’una alchimia prosaica.
La parola nasce come canto sintesi di un universo
interiore , ella avvolte rende lieta e ingrata la vita,
così nella libertà comprendiamo chi siamo
dove finisce e incomincia questo dolente intimo
dialogo tra noi e nostra sorella morte.