Alcuni testi di poesia in ordine casuale
Il mio pensiero più vero
è sempre quello
a volte è un tarlo,
ti ho pensato per un tempo
infinito
ed infine ti ho capito
e chi se ne frega
se ora ti senti violato.
Ti ho sentito
che strillavi
in quel luogo sconosciuto,
in fondo al buio
ti ho spiato
mentre ti spogliavi
davanti allo specchio,
ma quel pensiero maledetto
maledettamente infinito
mi ha impedito
di conoscerti nella veste
di chi sei veramente.
dedicata ad Allen Ginsberg
Italia, avrei potuto darti tutto
e invece, non ti do niente
perché, seppure ti avessi dato tutto,
tu non mi avresti ridato niente,
è così che funziona,
è così che tu mi hai insegnato.
Italia, ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!
Lo riconosci questo?
È il tuo Dante.
In quale fogna hai ricacciato i tuoi spiriti magni
dopo avergli...
Ciao.
Scomparve la sua voce.
E quel suo “ciao”
aveva il sapore malinconico
del precipitare del sole
dietro l’orizzonte....
cade sulla carta,
spremuta di vita...
cola serate, canne
cola donne
cola ogni cosa
che valga la pena...
merde di mosca
una in fila all’altra,
che si scambiano opinioni
e pensieri reconditi...
sputi di nani
che si fondono in due righe
per ricordare
gli attimi persi
la notte calda
il sogno ricorrente...
Tu sei la sola musica del mio cuore..
sei l'armonioso suono di note
ben accordate..
che attaccate l'una all'altra
vibrano in un ordine angelico..
sembrando piccoli usignoli
che tutti insieme cantano
la stessa dolce nota: Tu
Corro dal nulla. Voglio la luce
Lento, nel nulla. Cado col buio.
Asilo in lei. Scappo nel mondo.
Soffro con lui. L’Altro mi vuole
Spezzo il legame. Linfa mi avvolge.
Palpebre vincono. Lotta, mia, persa.
Sfioro la pura, e sono io, tale.
Ligneo già pronto. E le vesti meste.
Vita mi giunge.
Vita mi toglie.
Sfogo.
Piangono.
Temono.
Temono.
Linfa mi avvolge. Palpebre vincono. Cado nel buio.
Soffro con lui....
Prestami i tuoi favori
ch’io ti narro ora
di terra a me sì cara
che quando ricordo sfiora
nel cor sento tumulto.
Basalti neri a picco
sull’onde sempre vive
rade le cale placide
a custodire i gusci
brulla la scarsa zolla
celata tra le rocce
i pochi rami chini
ad ossequiare i venti.
Eppur da Monte Grande
quando lo sguardo apri
opprime la bellezza
della natura astiosa
odori ogni stagione
di zagare e zibibbo
al vapore delle polle
scaldate dal...
Nel chiuso della cella
passa il tempo
tutto uguale
senza fretta.
Nel cuore
tanta è la pena
di aver sbagliato,
ancora una volta.
Nella stanza scura
i giorni trascorrono
a contare le lune
a guardare le stelle.
Ma poi, il veder passare
più lontano
uccelli liberi
in un lieto volar
all’improvviso
fa meditar sulla vita,
sprecata
alla ricerca di effimere cose.
E segue nel cuore
la promessa solenne
di uscire
cambiato per sempre
a portare la pace nel mondo.
Privo di sovrastrutture,
gira
e rigira
trottola senza motore,
libero si muove,
libero commuove,
autore del suo tempo
nel teatro della mente.
Aperte le gabbie
slegati i polsi e le caviglie,
voli di farfalle mute
e di foglie invecchiate,
porta lo strazio del cuore
a correre e saltare,
in tiepidi cieli.
La maschera non porta,
in specchi riflette l’immagine distorta.
Folle di gran malinconia.
Folle di allegra pazzia
in un cerchio di folli mascherati,
da anormalità...
non è. sfinge? non è. specchio?
*il nome nullo*: il suo. vano vuoto
– ti aspetto in una conca di silenzio –
pelle a pergamena. preso a prestito
rendo il rifiuto: il seme sterile suona
sordo. mani al muro: supero il miele:
un uomo di meno:
la meta – lo scopo
[e me ne manto]