1992 - di Alberto Petrarca
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 23/02/2007 alle ore 19:06:20
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Persone dimenticate
Dal tempo che scorre
Come sabbia
In una clessidra di vetro
Abbandonata
Dietro il muro sgretolato
Di un orizzonte troppo lontano
Dal nostro rispetto.
Silenzio.
Crudo e Violento.
Silenzio che sbatte le porte di case
Abitate da famiglie distratte.
Silenzio che passeggia
Sulla pelle di ricordi sporcati
Da insulti eleganti.
Maledetta carezza sulla guancia del peccato
Che diventa folle
Al cospetto del tramonto più triste
E si disperde tra le
Vili rovine di Capaci.
Quei crocifissi di oro
Addormentati tra mani insanguinate,
sono solo bandiere nere
cucite dalla paura
di chi non è disposto a mentire.
E si crede...
Si tradisce.
...E si muore.
Soli.
Lontano da sguardi indiscreti.
Soli.
Baciando le labbra sottili
Di questa terra soffocata
Dall’ombra di uomini senza lacrime.
Sulle strade di una città
Dai confini nascosti,
vengono innalzate nude trincee di omertà
per una guerra
che non si vuole scoprire.
Il rumore di un pianto bugiardo
Si fa sordo di fronte al dolore.
Armi e vendetta
Riscrivono la storia.
Toghe di eroi senza destino
Coprono quelle tombe affaticate
Da una pioggia di terra nera
Che ammutolisce la voce dell’innocenza.
E su una pietra indifesa,
la penna di un famoso scrittore sconosciuto,
inventa minacce
che non saranno mai ascoltate.
Uomini in ginocchio di fronte alla sconfitta
Portano la mano sulla fronte ferita
E tremanti
Battono il pugno contro il petto,
come il timido abbraccio
di una donna che ama tra
dolori e poesia.
E questo vento si calma.
Sposta
Attento
Gli stracci di uno zingaro pentito...
Strappa da un ramo svenuto
Le ultime spine
Di questa notte senza luna.
Il ferro di prigioni desolate
Viene sfiorato dalla stretta violenta
Di bastardi mercenari corrotti.
E il tempo si ferma.
Assurdo.
Sbagliando momento.
Una campana stringe ancora
L’ultima preghiera e poi...
...muore:
Sotto la tenera ombra
Di questo giorno che adesso riparte.
1992
Memoria...
Condanna.
1992
Colpa di uomini armati di rabbia,
ancora in piedi...
ancora soli...
ancora una volta
volti
anonimi
di gente suicida.
“ Un uomo fa quello che è suo dovere fare,quali che siano le conseguenze personali,quali che siano gli ostacoli,i pericoli o le pressioni. Questa è la base di tutta la moralità umana”
(J.F.Kennedy)
Citazione che Giovanni Falcone amava spesso riferire.
