Onirico - testi pubblicati - U
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| di Tiziano Marzotto |
Alcuni testi di onirico in ordine casuale
Delirio del parco
Il filo bianco del cotone annodato lento lento, con l’ occhiello poco regolare e due lunghi tentacoli ricurvi alla cima, un filo di paglia steso sopra ed un altro che attraversa l’ occhiello, il tutto appoggiato ad un mosaico, tra due pietre. Le formiche veloci e incuranti fan quel che devono, seguendo come strade le filiformi ombre di erbacce secche ma ancora congiunte alla terra. Le strade scompaiono a pranzo causa zenith solare, invitando le formiche ad una pausa ristoratrice...Ricordo
Affranta sedevo tra immobili guide solo immerse nel candido stupore sguardi assolati. Ricordo il tuo passaggio lento improvviso tra fervide betulle Parlava di estati perdute di sogni malcelati di me. E ancora al socchiuder dello spasmo apparivi erta figura tra le celie notturne. Mi rispondi dalle tue immote vette “Non di sogni nutrirti ma del male che attanaglia i germogli. Perirai al mio cospetto e condurti mi vedrai tra morte...NOTTE STELLATA
Oblio, rosa nera dai petali secchi, più grande dell’eden è la tua ombra, ma come se potessimo fare miracoli in un giuramento ad una lucciola scompari! Il freddo raggiunge il fondo della tua fede, deserto dove ogni granello di sabbia è più scaltro di te perché nel divino, allora nello slancio d’amore, nel salto cieco segui la prima frase sacra e si realizza, oh gloria d’amore! In questa notte tutte le false divinità muoiono sotto i colpi della tua reale...D’umana commedia
Sempre piú disinteressata al teatrino che tutto questo é diventato, non é piú la stessa cosa svegliarsi e giocare con le bambole, sembra che in questo sbozzo di vita che mi é rimasta sono la marionetta che io stessa maneggiavo e non so chi mi guida. Non c’é piú lieto fine, questo pezzo é dominato da un dramma perpetuo di cui sono la costante protagonista. Questo palco é angusto, é eternamente deserto , nell’aria si sente ogni giorno...La Stanza
Al terzo rintocco il vecchio pendolo appeso alla parete di fronte al letto tornò a tacere. Affogò nella penombra. Nel silenzio notturno la camera da letto volteggiava nell’oscurità, scivolava tra i minuti. Intanto, il respiro stanco dell’uomo diventava più affannato. Sul comodino una scatola di medicinali, il bicchiere dell’acqua, gli occhiali sovrapposti su un lacero libro edizioni Urania. Il respiro, diventato un...Domani posso morire
Domani posso morire e vorrei che chi mi abbia conosciuto si ricordi di me come l’unico essere umano degno di essere rispettato. O almeno come una persona piena di vita perchè in fondo è questa la mia vera natura. Una persona piena di vita di musica di elettricità addosso che vive di piccole cose, non un cinico, non un sordo e un cieco ma un uomo che ama vivere e che se domani muoio seriamente morirei di pura felicità. Bella lì. La vita mi ride. E’ l’una di notte e fuori è buio...Oltre
gli occhi di un gufo sta notte mi hanno parlato, li ho attraversati risucchiata da un giallo ipnotico, mi hanno parlato del fuoco e del suo sapere, e delle pietre che raccontano l'infinito e che cantano alle stelle, canzoni, nenie lontane...lontane come echi di altri mondi, e ho visitato la notte che nasconde un viola incolore fingendo il blu decantato, e ho trapassato un velo di veli, di tele garzate, lise come vecchi fantasmi...ONTOLOGIA E ORNITOLOGIA
ONTOLOGIA E ORNITOLOGIA L’immaginazione è un mondo dove tutto è possibile una dimensione virtuale ove le cose inanimate prendono vita attraverso la nostra volontà . Un mondo che ti porta lontano dalla quotidiana realtà che avvolte può giocare brutti scherzi con la sua capacità di poter trasformare ogni cosa in un’altra in ciò che si desidera ad esempio: un albero in un bicchiere , un aquila in un passero, una scarpa...L’oltre
S’innalzò come un’onda nei miei pensieri, travolse tutte le mie credenze. Ho cambiato idea, ho cambiato vita, ogni cosa. Se solo potessi descrivere con le parole più adatte tutto ciò, sarei una grande scrittrice, anzi, di più. Potrei mai rappresentare in un discorso questa enorme potenza? Io la conosco, perché mi è giunta incontro, la conosco ormai in infinite sfaccettature, ma il bello è che non finisce qui, si evolve, sale sempre...Il canto del cigno
Non ho voglia di scrivere parole. Ho voglia di scrivere una voce tagliente che non sa più urlare. Ho voglia di scrivere il mio dolore, che sgorga come lava da una ferita nuovamente aperta. Non sai dire poesie ma ti vorrei vicino. Mi riempi l’anima perché sei Amore e non ho bisogno di frasi fatte che coccolino il mio ego maltrattato. Ho bisogno di verità sulla pelle. Scappare da una finestra con scale tessute di notte. Scappare con la testa. Sono anni che cerco...
