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Sogno di un cantastorie distratto - di Frank

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 02/11/2008 alle ore 13:02:55

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

Era una di quelle sere in cui non si può dormire. Troppo caldo o troppo freddo non ricordo. Me ne gironzolavo per la spiaggia in cerca di qualcosa, non so, forse un gatto morto da anni o un premio aziendale. Mi sedetti su una sdraia e guardai il mare. Quelle stanche onde che si andavano a infrangere sulla sabbia. Una cosa molto bella ma inutile. Ero lì che guardavo quando mi apparve lei. Sembrava fosse uscita dal mare ma forse era dietro di me già da un po’. Non saprei dirlo. Si mise proprio davanti a me e incominciò a fissarmi. Non riuscivo a vederla per intero. Non riuscivo a vederle il volto. Non faceva nulla, solo mi guardava. Doveva aver sbagliato. Sicuramente. Poi parlò.
“Perchè mi guardi?”
“Io Non guardo te, Guardo il mare”
“Perchè mi guardi?”
“Credo tu stia sbagliando persona”
“Non ti ho mai chiesto niente di più se non di guardarmi”
Forse era una dea o una ninfa del mare.
“Mi dispiace di averti fatto un torto”
“Sospiro come un battito d’ali di farfalla. Dovresti aver paura di me?”
“Non so”
“E allora perchè mi guardi?”
“Io...Sento che la vita mi sta succhiando via tutto...Dovevo fermarmi. Aiutami a gelare il senso di colpa”
“Non posso dare risposte...non posso aiutarti”
“Perchè ti sei fermata da me? Ci sono altri da salvare, altri da uccidere”
“Io ho bisogno d’amore”
“Amore è una parola morta, vive nei ricordi della gente lontana, nei sogni dei bambini, nelle grazie dei vecchi. Non ho amore da dare, solo noia e un pò di me stesso”
“Io posso prendere quello che la gente può dare”
“Perchè ti sei fermata dinnanzi a me?”
“Perchè mi hai chiamato. Ho sentito la tua lenia di dolore che si spargeva nel mare e sono arrivata”
“Perchè vuoi farmi del male? Che ti ho fatto?non dirmi queste cose”
“Non puoi fuggire da me, non puoi fuggire da quello che credi d’essere”
“Ho bisogno del riposo e del sonno”
Volevo solo sparire da lì. Non tornare. Poter dire è stato un mio sbaglio.
Presi una sigaretta dal pacchetto oramai finito e me la misi in bocca. Levai l’accendino dalla tasca e me la accesi. Feci una grossa boccata sperando che quella donna svanisse nel fumo che usciva lento dalle mie labbra. Volevo solo restarmene solo. Non sentire il caldo delle persone, degli animali o delle cose. Ero io quello fuori posto. Ero io quello in più.
“Puoi baciarmi se vuoi”
Mi alzai dalla sdraia che si era già affossata nelle sabbia inutile come il rimorso. Affossata prima che io arrivassi. Affossata per millenni a venire. L’universo stava venendo giù. Lui, con tutte le fottute stelle e i mondi paralleli, i mari, le montagne, le fabbriche, i parchi stazione, le cugine di secondo grado e i capireparto. Orione se ne stava splendido a guardare questo paradosso che si compiva. Lui sarebbe rimasto. Mi alzai e feci quei pochi passi che mi separavano da lei. Poi presi coraggio e misi le mie mani sul suo collo, affossai la mia mano tra i suoi capelli neri come questa notte assurda. La spinsi verso me e la baciai. Baciai quel volto senza volto. Quella donna senza nome. E sentii che era sbagliato. Che non si possono uccidere i sogni con il tempo. Che non si possono sotterrare le stagioni e oltrepassare gli anni. Poi mi staccai e la guardai in quegli occhi senza fondo, senza pupille ne smalto.
“Ora che mi hai levato tutto sei contenta? Può bastarti?”
“Sono solo quello che tu non chiedevi, quello che non potevi chiedere”
“Aspetta ancora un po’. Voglio sentirti ridere, e voglio chiederti perchè sei qui”
“Sarebbe inutile”
“E io che sono se non inutile? Sono il giullare, il buffone di corte. Ma qualcuno si è mai chiesto dove va il giullare quando il banchetto e terminato, la musica finita e le dame se ne sono tornate nei loro caldi castelli? Qualcuno si è mai chiesto se piange un giullare?”
“Potrei chiederti perdono”
“Non voglio perdono solo verità. Verità e compassione per un uomo solo.”
“Tu non sei solo”
“No? E allora dimmi, chi piangerà per me quando non tornerò a casa? Chi mi sta aspettando questa sera? Chi penserà a me stanotte?”
“Il sole brilla e riscalda il mondo senza alcun motivo”
“Io. Io ho bisogno di un motivo”
“Una sola domanda, ti ricorderai ancora di me domani?”
Un battito di ciglia. Questa è l’unica cosa che ricordo. Un battito di ciglia e nulla più. Poi di nuovo il mare, le onde e la luna che mi compariva ora più opaca che mai tra queste nuvole artificiali. Rimasi lì a guardarmi guardare il punto in cui il mare finisce e comincia il cielo. Tornai a sedermi sulla sdraia e mi accesi l’ultima sigaretta. Provai a fare l’unica cosa che avrei dovuto fare in quel momento ma non ci riuscii. Non riuscii nemmeno a piangere.