Scrittori
.: Home page .: Preferiti .: Testi pubblicati .: Libri .: Link utili .: Login
Cosa cerchi ?

Ready for love - di Sunshine

Sei in: Autori emergenti > testi pubblicati > Onirico > Ready for love

© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 04/12/2007 alle ore 13:01:48

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

Vorrei avere una bella voce per poter cantare.
Ascolto note che si appiccicano alla pelle in questa giornata di metà luglio senza un senso apparente. La tenda continua a danzare strappando la brezza che entra dalla finestra aperta, mentre mi sento come se fuori dovesse la nebbia dovesse inghiottire tutto.
Odio le giornate come questa, che nascondo per paura di turbare gli animi sensibili di chi ho attorno, anche se in realtà la sensibilità che ostentano non è altro che ignoranza verso fenomeni che non vogliono comprendere. La tristezza m’invade con il regolare afflusso delle onde sulla spiaggia, seguendo quel ritmo così perfetto da commuovere. Fortunatamente non ho bisogno di spiegarmi mentre mi adagio mollemente in questo stato di solida inquietudine. E poi mi ritrovo a scrivere parole che forse nessuno saprà leggere con la giusta intonazione, e nella bocca degli altri il senso verrà totalmente sconvolto. Così come quando si bacia, il sapore non è mai lo stesso che si vorrebbe, almeno fino a “quel” bacio, quello che si aspetta da una vita.
Mi chiedo quante volte ho fallito il mio giudizio, una visione molto più apocalittica del Giudizio Universale con me nuda crocefissa al contrario per un bacio sbagliato. Forse è colpa mia, do troppo significato ai gesti... ma mi è stato detto di non lasciar scorrere neppure un attimo senza dipingerlo.
E’ davvero così facile non amare? Imporsi una vita marginalmente avventurosa senza il brivido finale, l’orgasmo guadagnato con le continue ferite. Vorrei saper amare nel modo completo che sogno da sempre, vorrei riuscire a non avere più dubbi, a non smettere mai di far sgorgare sangue dalle mie notti per tenerle al caldo. Sogno sempre la perfezione delle anime, mi capita spesso di avvicinarmi ma la risacca mi trascina lontano, in uno spazio che in sé non ha nulla della bellezza e della perfezione.
Giurami che è vero, giura. Tu che non hai un dio, che affondi le mani in una terra che non è di mia competenza. Giura, se questo significa donare la tua anima. Sono qui con gli occhi sbarrati a chiedermi dove incanalare la mia forza affinché tu la senta del tutto, pronta a combattere come quando faccio l’amore.
Stringimi forte, sembriamo appartenerci sempre così poco mentre invece da millenni sono già state tessute le lenzuola del nostro talamo. Tutto andrà bene, se lo vorrai.
Non mi resta che poco tempo. Annoto tutto per avere poi ragione poi, quando non avremo più una notte né una musica da suonare, quando avrò chiuso definitivamente gli occhi nella mia tomba di inutili pensieri. Adornerò la sala buia di bambole e stoffe gettate per caso sul pavimento freddo, accenderò le candele per compiacerti e lascerò colare la cera sulla pelle. Amo il calore solo quando riesco a provocarlo.
Conosci ogni parte del mio corpo, conosci la musica ancor prima di suonarla. Sai che quando entrerò in possesso della lenta agonia del mio sorriso sarò finalmente ciò che entrambi speriamo.
Perché non è notte?! Non c’è mai abbastanza buio quando ne ho bisogno, la luce toglie fragilità ai gesti e tutto sembra rozzo in modo talmente imbarazzante. Il guaio del giorno è che è alla portata di tutti, io desidero l’esclusiva. Ho voglia di parlarti ma preferirei gettare il mio telefono, insulso prodigio della scienza, giù dalla finestra piuttosto che impegolarmi nella circostanza delle parole pomeridiane. La mia vita è sempre stata scritta sui fogli, a voce so essere nessuno.
Chissà quanta gente odia il suono delle campane e non l’ha mai ammesso... Per me è una condanna martellante. Si alza il vento, sorseggio the freddo come se fosse la pozione che mi donerà la vita eterna e so che sto invocando fantasmi sopiti che farei meglio a lasciare al loro posto.
Sentirti ridere è la cosa che mi tiene in vita.
Posso piangere davanti ai tuoi occhi e so che non dirai nulla. Forse non riuscirai neppure a vedermi ma saprai che sto piangendo. Nulla comincerà e nulla finirà. Chiamami amore con sottile ipocrisia ed entra in me. Scambio di energie fino a sentirsi fluidi. Ora è perfetto. Il canto delle sirene di Ulisse. Per la prima volta ho visto le parole prendere forma. Si sono gonfiate nell’aria senza il bisogno del suono, si sono fermate poi luminose qui davanti. Tu mi ami con la follia. Io con il dolore.
Senza svelarci, senza essere indulgenti.
Mai.