Onirico - testi pubblicati
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Domani posso morire
Domani posso morire e vorrei che chi mi abbia conosciuto si ricordi di me come l’unico essere umano degno di essere rispettato. O almeno come una persona piena di vita perchè in fondo è questa la mia vera natura. Una persona piena di vita di musica di elettricità addosso che vive di piccole cose, non un cinico, non un sordo e un cieco ma un uomo che ama vivere e che se domani muoio seriamente morirei di pura felicità. Bella lì. La vita mi ride. E’ l’una di notte e fuori è buio...Delirio del parco
Il filo bianco del cotone annodato lento lento, con l’ occhiello poco regolare e due lunghi tentacoli ricurvi alla cima, un filo di paglia steso sopra ed un altro che attraversa l’ occhiello, il tutto appoggiato ad un mosaico, tra due pietre. Le formiche veloci e incuranti fan quel che devono, seguendo come strade le filiformi ombre di erbacce secche ma ancora congiunte alla terra. Le strade scompaiono a pranzo causa zenith solare, invitando le formiche ad una pausa ristoratrice...NOTTE STELLATA
Oblio, rosa nera dai petali secchi, più grande dell’eden è la tua ombra, ma come se potessimo fare miracoli in un giuramento ad una lucciola scompari! Il freddo raggiunge il fondo della tua fede, deserto dove ogni granello di sabbia è più scaltro di te perché nel divino, allora nello slancio d’amore, nel salto cieco segui la prima frase sacra e si realizza, oh gloria d’amore! In questa notte tutte le false divinità muoiono sotto i colpi della tua reale...Il mio Ragno e Ulisse
Vorrei cominciare da quella notte nella quale il ragno che viveva con me, decise che era inutile aspettare Ulisse perché non sarebbe mai più tornato. Se ne andò e lascio la sua tela incompiuta . Rimasi ancora un giorno e una notte a vegliare col naso all’insù. quel dolce talamo di seta pronto per la morte. Una morbida melica mi accompagnava sui fili di seta dove raccolsi notizie di te, dove pensai che forse eri andata via con il suo Odisseo e avevi scelto chissà quale scoglio per...Ricordo notturno di un addio
Nessuna schiera di alte rose rosa, il cadere di stelle piangenti in schiere, le maglie colorate delle fate in ginocchio. Sembrava che la vita ti sfiorasse dolce come novella sposa ma per darti l’addio, ombre agli altari e spettri a pregare insieme agli incubi per lei. C’erano speranze che armavano gli uteri dov’erano eroi, era un gioco essere tristi e persino tradimenti che volevano mettere ghirlande, ghirlande da far tendere e guardare le nuvole per lei, le chitarre...Oltre
gli occhi di un gufo sta notte mi hanno parlato, li ho attraversati risucchiata da un giallo ipnotico, mi hanno parlato del fuoco e del suo sapere, e delle pietre che raccontano l'infinito e che cantano alle stelle, canzoni, nenie lontane...lontane come echi di altri mondi, e ho visitato la notte che nasconde un viola incolore fingendo il blu decantato, e ho trapassato un velo di veli, di tele garzate, lise come vecchi fantasmi...In un attimo
È vedere ciò che non si vede quello che io ora vedo. È come guardarsi da fuori essere al cospetto di se stessi, crudemente ed inesorabilmente, e domandarsi il perché. C’è la vanità, la paura e la confusione. C’è l’apprezzamento, ma anche la novità e il disorientamento. Quando viene sembra di volare, librarsi su nel cielo e salire sopra la nuvola che qualcuno pare ti abbia riservato, sempre la stessa,...Un giorno di aprile
La partita di oggi è stata veramente dura e intensa. Provvidenziale questa panchina del parco cittadino pronta a sostenere il mio corpo stanco. Mi siedo e incurante della presenza di un gruppo di bambini giocanti mi stiracchio e mi rilasso a ritmo alterno fino a che un flusso di benessere permea il mio corpo. Chiudo gli occhi e oriento il volto verso il Sole di aprile che tiepido e discreto mi trasmette una giusta e gradevole dose di calore. La mia mente, sgombra da cattivi pensieri, vola libera...Sogno di un cantastorie distratto
Era una di quelle sere in cui non si può dormire. Troppo caldo o troppo freddo non ricordo. Me ne gironzolavo per la spiaggia in cerca di qualcosa, non so, forse un gatto morto da anni o un premio aziendale. Mi sedetti su una sdraia e guardai il mare. Quelle stanche onde che si andavano a infrangere sulla sabbia. Una cosa molto bella ma inutile. Ero lì che guardavo quando mi apparve lei. Sembrava fosse uscita dal mare ma forse era dietro di me già da un po’. Non saprei...THE IRISH ROVER
Sapevo che sarebbe stato il mio ultimo viaggio in Irlanda. L’avevo visitata molte, moltissime volte, l’Isola di Smeraldo, l’omphalos. La passione per l’Irlanda non era mai nata in me in un tempo definito o per qualche motivo particolare: la bramosia di tuffarmi in Ibernia nacque con me. Riaffiorò spontaneamente, senza che me ne accorgessi. Adesso era giunta l’ora di cambiare meta. Non per stanchezza o noia, ma dovevo conoscere l’altra realtà. In...
