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Villette fronte mare - di Gioacchino De Padova

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 14/07/2007 alle ore 16:19:50

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

Di fronte a questo mare trascorro l’ultima parte della mia mite esistenza, lungo quel tratto di spiaggia che tutti qui chiamiamo Assolata, per la particolare posizione che la rende esposta ai raggi solari durante l’intera giornata.
Come ogni mattina sono seduto sulla sabbia di questa stupenda spiaggia, con il giornale tra le mani.
Tutte le mattine mi sveglio, vado al bar sotto casa per una veloce colazione e mi incammino verso il mare.
Dopo quarant’anni di lavoro questa è la mia tranquilla vita da pensionato e non potrei desiderare posto migliore al mondo dove trascorrere le mie giornate.
Questa piccola cittadina che si affaccia sul mare ha la sua punta di diamante in questa spiaggia, davvero unica nella sua bellezza.
Qui mi portavano i miei genitori da bambino per i miei primi bagnetti, qui ho trascorso le estati da adolescente in compagnia dei miei amici.
Questa sabbia è stata testimone dei miei primi baci, letto delle mie prime avventure e delle prime scoperte del corpo femminile.
Sotto il tetto di stelle dell’Assolata è nato l’amore con quella che sarebbe diventata la compagna della mia vita e, sempre bagnati da questo tratto di mare, sono cresciuti i miei figli, fin dalla loro nascita.
Insomma, questa spiaggia ha accompagnato tutta la mia esistenza e non vi è luogo al mondo che conservi per me tanti ricordi.
E non solo per me. Tutti gli abitanti di questo piccolo borgo marinaro sono cresciuti come me e conservano un legame particolare con l’Assolata.
Dopo tanti anni di onesto lavoro, ora che la vita ha condotto i miei figli a qualche centinaio di chilometri da me, ho ripreso a frequentare questa spiaggia come facevo da ragazzo. Quando vengono a trovarmi, non perdo occasione per portarci i miei nipotini e, in attesa di una loro visita, ci vengo da solo a trascorrere una piacevole mattinata.
Eppure vi è stato un periodo in cui sembrava aleggiare una maledizione su questo posto.
Sembrava esistere una inspiegabile iattura che si abbatteva su coloro che si dedicavano alle ipotesi di ricollocazione di questa area.
In tempi diversi due noti imprenditori avevano sviluppato progetti tendenti all’espansione edilizia di questo tratto di litorale.
La spiaggia sarebbe stata inglobata in una vasta area che prevedeva la costruzione di diversi lotti di villette fronte mare, che avrebbero attirato le attenzioni di personaggi facoltosi e importanti.
Si sollevarono parecchie perplessità sull’impatto ambientale che ne sarebbe derivato e sulla perdita di quello che era diventato un luogo simbolo per la cittadinanza.
Le resistenze dei politici locali e dei loro tecnici vennero vinte sul nascere da una serie di favori personali e atti di corruzione, grazie ai quali si dichiararono tutti concordi nel volere "offrire un segnale di come la città fosse pronta alla realizzazione di investimenti edilizi che l’avrebbero certamente proiettata verso una decisa espansione turistica".
In realtà erano stati molto più semplicemente comprati e non vi era nulla di cui stupirsi, dato che in passato gli stessi personaggi si erano venduti per molto meno.
Le ultime resistenze rimaste, rappresentate dalla popolazione locale, vennero vinte con la promessa della realizzazione di un grande centro commerciale a pochi chilometri di distanza, che avrebbe certamente costituito una fonte di lavoro per diverse migliaia di famiglie.
E, considerando la precarietà delle occassioni di lavoro in questa zona, si trattava di un’offerta a cui difficilmente si sarebbe potuto rinunciare.
Insomma la città era ormai pronta a rinunciare al suo luogo simbolo e col tempo questa spiaggia sarebbe diventata meta di pellegrinaggio di ragazzi curiosi, pronti ad immortalare con le loro macchine fotografiche frammenti di vita privata dei pochi, facoltosi personaggi pubblici che avrebbero potuto ambire all’oneroso acquisto delle villette fronte mare.
Ma a pochi giorni dalla realizzazione di questi intenti il dottor Brambilla misteriosamente scomparve.
Le prime voci parlarono di un rapimento a scopo di estorsione, ma col passare dei giorni nessuno dei rapitori si fece vivo e, con l’attesa delusa, si spense lentamente questa ipotesi.
Trascorsero i mesi, ma del facoltoso imprenditore non vi era più alcuna traccia, tanto che si scomodarono le più bizzarre teorie riguardanti una sua fuga dal tetto coniugale o una sua crisi mistica che poteva averlo condotto in qualche luogo dell’estremo oriente.
Ma a tutti apparve insolito che l’uomo non avesse portato con sè neanche una minima parte del suo consistente patrimonio monetario, perchè si sa che il denaro è sempre ottimo compagno, persino per nobili intenti meditativi.
Col passare dei mesi si affacciò prepotente il terribile dubbio che una sorte funesta avesse colpito il dottor Brambilla, anche se quell’ipotesi di omicidio non venne mai confermata dal ritrovamento del cadavere.
Ricordo bene le discussioni che a quel tempo sostenevo con gli amici circa la sua scomparsa.
All’epoca ero poco più che ventenne e le ipotesi riguardanti quello che poteva essergli accaduto tennero banco tra noi giovanotti per l’intera estate.
Ma quando, dieci anni dopo, la stessa sorte colpì il dottor Macaluso, anche lui animato da propositi di espansione edilizia riguardanti l’Assolata, si diffuse il sentimento popolare che una sorte di maleficio colpisse tutti coloro che dedicavano la propria attività imprenditoriale a tale proposito.
Erano passati dieci anni, ma intatta era rimasta da parte mia e dei miei amici la voglia di giocare agli investigatori, benchè fossimo tutti ormai a cavallo dei trent’anni.
Ma anche stavolta nessuno riuscì a sapere cosa mai fosse successo all’imprenditore.
Nonostante non fosse mai stato stabilito un legame diretto tra le due misteriose scomparse e i progetti riguardanti l’Assolata, dopo quell’episodio, nessuno più dichiarò l’intenzione di costruirvi villette fronte mare, vuoi perchè non erano poi molti i personaggi in grado di finanziare una tale operazione, vuoi per la scaramanzia di fronte alla quale si sarebbe arreso anche l’individuo meno superstizioso dell’intera regione.
L’Assolata tornò lentamente a ripopolarsi durante le giornate primaverili ed estive e nessuno avanzò più proposte al passo coi tempi circa la sua ricollocazione edilizia.
Ma con gli anni il mio legame con quella spiaggia divenne sempre più forte.
Non furono soltanto motivi personali e familiari che mi spinsero a frequentarla, ma anche motivazioni di natura civica e sociale, in quanto per una decina d’anni ricoprii la carica di sindaco della città.
E l’opera più ambiziosa che rimase alla memoria dei miei concittadini durante la mia attività di sindaco, fu proprio la realizzazione di un impianto di depurazione delle acque, ritenuto per voce unanime assolutamente all’avanguardia.
Le acque cittadine divennero cristalline come mai erano state in passato, al punto che l’Assolata venne presto considerata come il piccolo gioiello dell’intera regione.
A questi episodi della mia vita ritorno con la mente tutti i giorni che mi siedo, ormai anziano, su questa spiaggia e non posso fare a meno di ripensare a queste vicende del passato con un sorriso.
Sfoglio il giornale, mentre guardo compiaciuto vecchi e bambini giocare insieme vicino al mare, giovani, intimoriti genitori accompagnare i propri figli a bagnarsi per la prima volta nell’acqua.
Proprio a pochi metri da me ora sta giocando un bambino.
Sta scavando nella sabbia, sembra che voglia costruire una galleria per giocarci col trenino.
Non posso fare a meno di notare la sua giovane mamma, di rara bellezza, che ostenta sinuose forme di un corpo che sembra sia stato creato per testimoniare la grandezza della natura.
Non ho più l’età per slanci ormonali, ma, anche se stagionato, resto sempre un uomo sensibile a certi argomenti e certo non sono indifferente a tanta fiera femminilità.
Mentre, nascosto tra le pagine del giornale, osservo quella donna, sento suo figlio improvvisamente gridare.
Il ragazzo, scavando, ha toccato qualcosa di freddo e duro.
Richiama l’attenzione della mammma, che a sua volta si rivolge ai bagnanti circostanti.
Lo strano oggetto del ritrovamento ha tutta l’aria di essere la mano di uno scheletro.
Altri uomini accorrono e iniziano a scavare, finchè non acquisiscono la certezza di trovarsi davanti ai resti del cadavere di un uomo.
Qualcuno chiama la Polizia e, dopo dieci minuti, accorrono commissario, magistrato e medico legale.
Lo scheletro viene prontamente trasportato all’istituto di Medicina Legale, dove certamente saranno in grado di datare l’epoca del decesso.
Sorrido, al pensiero che non sarà per niente facile risalire alla sua identità.
Io stesso, sbirciando da lontano, ho avuto delle difficoltà a riconoscerlo, ma credo di poter dire si tratti del dottor Brambilla, perchè sembra lo scheletro di un uomo piuttosto alto, mentre ricordo che Macaluso era alto appena un metro e sessanta.
Sono trascorsi molti anni ed ero ormai convinto che non li avrebbero mai più trovati.
A ripensarci, mi sembra ieri e ancora ricordo bene la fatica provata nello scavare quelle fosse tanto profonde durante quelle due notti...
Dopo tanti anni, finalmente, tutti verranno a sapere della fine del povero Brambilla.
Presto ritroveranno anche Macaluso e si potrà chiudere un mistero rimasto insoluto per decenni.
Io non sarò più l’unico depositario della loro fine, anche se penso nessuno riuscirà più a stabilire con precisione la dinamica dei loro omicidi, che resterà il segreto che mi porterò nella tomba, a ricordo di un tempo in cui non ero ancora tanto mite...
Mentre ripenso a tutto questo col giornale tra le mani, leggo la notizia di un giovane imprenditore che ha dichiarato l’intenzione di rendere il litorale dell’Assolata "un’area al passo coi tempi e all’avanguardia in tema di attrattive turistiche".
Dichiara di avere in mente il progetto per la realizzazione di un lotto di villette fronte mare, nel cui interno allocare un ristorante e un enorme parco divertimenti per i bambini dei facoltosi turisti.
Leggo attentamente l’articolo, senza nascondere una certa preoccupazione.
Poi guardo bene la foto dell’imprenditore, stampando nella mia mente il suo nome e il suo viso.
E sorrido.
Sorrido, al pensiero di come dare una stimolante motivazione alle mie giornate, in prossimità del mio ottantesimo compleanno.
Sorrido, al pensiero che in fondo non sono ancora diventato tanto mite...