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Noir - testi pubblicati - V

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di Stefano Guidone
di Gioacchino De Padova

Alcuni testi di noir in ordine casuale

Roulette Russa

-I proiettili- dice Adam, mentre fa ruotare il tamburo della sua pistola, una vecchia rivoltella di quelle che si vedono nei film sul far west. -I proiettili hanno il potere di cambiare il mondo- -Quelli sono i rivoluzionari- obietta Sarah. Io le spiego che il destino di tutti i rivoluzionari è finire nei libri di scuola o su una maglietta; arrossisce, ne indossa una di Che Guevara proprio ora. Adam sembra ignorarci, prosegue: -I proiettili hanno sempre...

Spaghetti in ville

Spaghetti in ville Nelle ville di Quarto Oggiaro a Milano da oggi si succederanno rapine paurose: la prima sta avvenendo in questo momento. Il commissario Spedin è in ufficio e ancora non sa niente; ma ecco che arriva una telefonata. Pronto polizia, chiamo per una rapina. Aiuto, venite subito in via Taldeital n. 10, mio marito è tramortito, ha preso uno spaghetto. Dove? Al negozio vicino casa. Era precotto? No. E lei dove era? Ero uscita, perché sono a dieta. Cosa ha...

La salutò con un sorriso

La salutò con un sorriso Antonio aprì gli occhi e la prima cosa che vide fu il parabrezza dell’auto rotto attraverso cui entrava la pioggia. Senti male alla testa. Il primo pensiero fu uscire dall’auto. Dovette girarsi su se stesso e strisciare attraverso il parabrezza. Come fu fuori dall’abitacolo si stese sul fango a faccia in su. La pioggia, gli lavava il viso. - Per fortuna non mi sono fatto niente! Ho solo male alla testa. - Si toccò la...

Incompleta

La musica si alza violentemente ed esplodono le parole di una canzone dentro un cuore ormai distrutto dall’amore… La luce si spegne di colpo e tutto è illuminato solo dalla luna che scruta tutta la scena. Con troppi pensieri che volano verso il nulla della confusione, scivola lungo la porta, distende la gamba sinistra sul pavimento e appoggia la testa sul ginocchio dell’altra. Respirando profondamente cerca un senso che non c’è a quella vita che vorrebbe non...

Domani, forse

DOMANI, FORSE. -Vuole che vada via...vuole portarmi via lo sai?...Mi tratta male, insiste che devo andare con lui...Sono malata, malata...come dice il dottore...ma io sto bene, non voglio...non voglio andare via da qui...ho paura...temo che mi costringerà....sono stanca...molto stanca...- -Mamma? Dove sei ?- Stefano aprì la porta della stanza e nella penombra di un angolo vide la sedia a rotelle. -Mamma, hai raccolto le ultime cose? Eh? – Stefano si...

Il concorrente

Ho trascorso tanto tempo a pensare alla tragica fine di quell’uomo, a chiedermi perchè mai avesse deciso di rispondere al mio annuncio... Io ero il direttore di produzione e lui l’aspirante concorrente. Aveva trent’anni e alle sue spalle vari tentativi in ambito televisivo e nel mondo della moda. Sguardo deciso e intrigante, fisico muscoloso, voce sicura, devo ammettere che ispirava un certo fascino. Sapeva di non avere ancora molto tempo a disposizione perchè il...

La bestia

Renato è arrivato sotto casa mia. Fa due squilli col clacson. Riconosco il segnale e scendo le scale di corsa. Salgo sulla sua macchina, mentre, senza voltarsi, lui mi chiede se ho portato il gioiellino. -Certo- rispondo io. E la infilo dentro al cruscotto. -Allora, dove andiamo?-mi chiede, voltandosi a guardarmi. Anche io mi volto verso di lui. Lo guardo in faccia e dico: -Vorrei andare a fare una gita al lago. Ci sorridiamo, poi ci voltiamo tutti e due a guardare la strada e...

Maria

MARIA La povera cucina era illuminata solo dalla luce giallastra di una lampadina sporca. Maria vide che il babbo e la zia erano lontani. Prese una sedia e la appoggiò alla credenza. Nonostante i suoi otto anni e la magrezza del fisico era molto intraprendente e decisa. Voleva quei biscotti, aveva ancora fame. Aveva sempre fame e i miseri brodi di verdura non le piacevano, figurarsi l’aringa affumicata che aveva fatto la zia quella sera. Cominciò ad arrampicarsi. Prima la...

La sicura

2 piccole storie sprovviste della "sicura" Attilio Alle 23,30 c’è il cambio del turno, altri operai devono entrare in servizio per sostituire i loro colleghi. Arrivano tutti 10 minuti prima, così da parcheggiare con calma la macchina in cortile e raggiungere il capannone. Qualcuno parla a voce alta, altri si avviano in silenzio, qualcuno dà un’ultima occhiata alla macchina, c’è chi parla al cellulare, chi si intrattiene scambiando qualche...

Questione di centimetri

Urla strazianti ti squarciano la gola, parole che tagliano le corde vocali. Ti dimeni come un animale, cercando di liberarti da quella presa che ti squarcia le membra. Tenti di spezzare quelle catene consapevole della loro resistenza, che neanche il tempo o le emozioni potranno mai consumarle. Nato incatenato, non condividi il destino dei tuoi compagni nati liberi da ogni vincolo, da ogni tipo di catena. Hai negli occhi le praterie e gli spazi immensi, che vorresti avere la possibilità di...