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| di Gioacchino De Padova |
Alcuni testi di noir in ordine casuale
La sicura
2 piccole storie sprovviste della "sicura" Attilio Alle 23,30 c’è il cambio del turno, altri operai devono entrare in servizio per sostituire i loro colleghi. Arrivano tutti 10 minuti prima, così da parcheggiare con calma la macchina in cortile e raggiungere il capannone. Qualcuno parla a voce alta, altri si avviano in silenzio, qualcuno dà un’ultima occhiata alla macchina, c’è chi parla al cellulare, chi si intrattiene scambiando qualche...Domani, forse
DOMANI, FORSE. -Vuole che vada via...vuole portarmi via lo sai?...Mi tratta male, insiste che devo andare con lui...Sono malata, malata...come dice il dottore...ma io sto bene, non voglio...non voglio andare via da qui...ho paura...temo che mi costringerà....sono stanca...molto stanca...- -Mamma? Dove sei ?- Stefano aprì la porta della stanza e nella penombra di un angolo vide la sedia a rotelle. -Mamma, hai raccolto le ultime cose? Eh? – Stefano si...Roulette Russa
-I proiettili- dice Adam, mentre fa ruotare il tamburo della sua pistola, una vecchia rivoltella di quelle che si vedono nei film sul far west. -I proiettili hanno il potere di cambiare il mondo- -Quelli sono i rivoluzionari- obietta Sarah. Io le spiego che il destino di tutti i rivoluzionari è finire nei libri di scuola o su una maglietta; arrossisce, ne indossa una di Che Guevara proprio ora. Adam sembra ignorarci, prosegue: -I proiettili hanno sempre...Eco dell'Anima
La striscia di coca sull’arma del delitto, un coltello macchiato di sangue. Una notte di tempesta; i fulmini squarciano le tenebre tra le lamiere del magazzino, colmo di libri su scaffali impolverati dall’esperienza. Sul soppalco il materasso avvolto da lenzuola rosse, un mobile per i vestiti e un comodino con la lampada sopra. Nel cassetto del comodino una busta sigillata, marchiata con l’immagine dell’istituzione; accanto una busta senza marchio, perché le...L'uomo senza volto
I° Capitolo: “El Cafè”. Umberto Ferrero cammina infreddolito con le mani in tasca, sparito nel suo paltò. E’ una tipica mattinata d’inverno, Torino è avvolta di grigio, ma spesso, deboli raggi di sole la tingono di rosa e d’argento. I giardini e i parchi sono coperti da spesse coltri di neve e agli angoli delle strade giacciono altri cumuli appena spalati. Il tram tarda e il vecchio maestro non ha intenzione di aspettare al freddo; si...Cose di cioccolato
Dopo avergli sparato con la mia Beretta M9, gli ho cacciato in gola una stecca di cioccolato proveniente dall’Africa, precisamente a quanto riporta l’etichetta, dall’isola africana di Sao Tomé, è un cioccolato che ha un retrogusto vivace ed acidulo, probabilmente su quel terreno devono aver prima coltivato del mango, che spesso conferisce al cioccolato una sfumatura appena percettibile di questo frutto. Sono convinto che gli ho dato una buona morte, che forse...Io rapisco
Pensare che a guardare le sbarre alla finestra sembrerebbe quasi di vedere una zanzariera. Ma le zanzare col cazzo che si fermano, entrano, escono, pungono. Le mosche sembra invece che ti guardano, hanno un certo ritegno a volarti attorno e quando cominciano a circondarti con le loro evoluzioni lo fanno in maniera silenziosa, o forse è il rumore che c’è qua dentro che non mi fa sentire il loro ronzio, comunque spesso preferisco la loro compagnia a quella di alcuni compagni,...Incompleta
La musica si alza violentemente ed esplodono le parole di una canzone dentro un cuore ormai distrutto dall’amore… La luce si spegne di colpo e tutto è illuminato solo dalla luna che scruta tutta la scena. Con troppi pensieri che volano verso il nulla della confusione, scivola lungo la porta, distende la gamba sinistra sul pavimento e appoggia la testa sul ginocchio dell’altra. Respirando profondamente cerca un senso che non c’è a quella vita che vorrebbe non...Dove Volano Gli Alligatori - Seconda Parte
PARTE SECONDA (Di come una serie di eventi porta i nostri amici verso lo stesso inquietante luogo) I primi raggi di sole del mattino carezzavano il viso della piccola Dawnrose, che si stropicciava gli occhi stesa sul morbidissimo letto di Willy, il quale, ancora dormiente, era intento a contorcersi sul divano nella stanza affianco. La bambina continuò a stiracchiarsi ancora per qualche minuto prima di alzarsi dal letto e di incamminarsi verso lo studio, dove...La saluṭ con un sorriso
La salutò con un sorriso Antonio aprì gli occhi e la prima cosa che vide fu il parabrezza dell’auto rotto attraverso cui entrava la pioggia. Senti male alla testa. Il primo pensiero fu uscire dall’auto. Dovette girarsi su se stesso e strisciare attraverso il parabrezza. Come fu fuori dall’abitacolo si stese sul fango a faccia in su. La pioggia, gli lavava il viso. - Per fortuna non mi sono fatto niente! Ho solo male alla testa. - Si toccò la...
