Postumi di rabbia - di Vincenzo Gatta
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 16/11/2008 alle ore 20:00:45
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Un fiume di lacrime che non vuoi far scendere, bloccate dalla diga che è la maschera che ti sei fatto. L’uomo su cui niente resta, l’uomo che accetta tutto come viene, l’uomo che non si aspetta niente dalla vita se non di passare un bel momento; non gli interessa se è il preludio di una grandissima delusione, non importa se poi sarai preso in giro da quella persona o se diventerai lo zimbello di tutti. Per te l’importante è passare un buon momento.
Nessuno sa della tua rabbia, nessuno sa di quel fiume che da tanto tempo ormai è bloccato; tutti s’illudono di conoscerti, solamente, perché fai parte della loro vita da qualche anno o perché conoscono qualche tua passione; ma tu il tuo vero Io, quello con la maiuscola, non lo conosce nessuno. Sei come un puzzle di cui ognuno ha un pezzo, ma che nessuno riuscirà mai a mettere insieme e hai paura che se passerà ancora un po’ di tempo, nemmeno tu sarai capace di ricomporre quel puzzle fatto di maschere, menzogne, parole non dette, azioni non fatte, molti sogni qualche ricordo.
Alla fine fai sempre così: ti attacchi alla tastiera e scribacchi qualcosa, oppure, ti fai una birretta e poi non ci pensi più. Speri solamente che non arrivi il momento in cui dovrai fare i conti con te stesso; il momento in cui sarà necessario ricomporre la tua vera persona; hai paura di non riuscirci e di dover restare dietro una facciata per il resto della tua vita. Ma forse, in fondo, non c’è nessuna maschera. Tu sei davvero così, il tuo credere che sia una finta è solamente il tuo desiderio di cambiare, di essere qualcosa di diverso da quello che sei. Ma che non riesci a capire...
