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Ma che bella giornata! - di Tiziano Marzotto

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 25/12/2008 alle ore 19:33:38

 

L'autore si assume la responsabilitΰ di quanto pubblicato.

 

Oggi mi sento veramente in forma, come accade molto spesso in questo periodo della mia vita. Mi sto recando presso un importante azienda per concludere un grosso affare immobiliare: non ho dubbi sull’esito della trattativa e sono pervaso da un dirompente ottimismo. Mi occupo di compravendite di immobili, grossi affari che alimentano il mio alto tenore di vita: bella casa, bei vestiti, ogni sorta di oggetto materiale e belle macchine come il potente suv Toyota guidato in questo momento che leggiadro e sicuro si incunea attraverso le maglie del traffico cittadino. Sento il piacevole flusso di calore che pervade il mio corpo indice di un ottimale equilibrio ormonale abbinato ai piacevoli pensieri permeanti la mia mente. All’improvviso le dolci note della canzone Girl dei Beatles - suoneria personalizzata proveniente dal mio cellulare di ultima generazione - indicano la chiamata di mia moglie Rebecca, splendida creatura donatami dal destino a completare in modo esemplare la mia vita:
‹‹ Ciao caro. ››
‹‹ Ciao amore, dimmi, che c’è ? ››
‹‹ Oh niente caro, volevo dirti...stamattina ti ho visto partire con un entusiasmo così trascinante...sembravi un bambino in partenza per le vacanze...beh dovresti essere un po’ più serio quando vai al lavoro, come fanno tutte le altre persone, altrimenti alcuni potrebbero pensare che non lavori affatto, non trovi ? ››
‹‹ Si amore, non ti preoccupare...tu pensi sempre a me amore mio ma l’entusiasmo è il motore per i buoni affari, non lo sapevi ? ››
‹‹ Sarà come dici tu...comunque ciao , baci baci. ››
‹‹ Ciao amore, a stasera... ››
Mi ha fatto molto piacere la telefonata di mia moglie ma non so come mai una leggera e strana inquietudine si insinua nella mia mente, mah...sarà questa maledetta colonna che si è formata per i soliti lavori in corso e che ormai da cinque minuti mi ha bloccato lungo via Roma, proprio davanti alla filiale della Banca Rurale. Nell’attesa che il traffico si sbrogli, noiosamente volgo lo sguardo verso le vetrine della banca quando improvvisamente un uomo con calzamaglia nera al volto e con una grossa pistola in mano esce correndo dalla porta a bussola della filiale! Caspita, è una rapina ! Attonito e impaurito per ciò che sta succedendo e con l’adrenalina a mille osservo il bandito che, nella concitazione della fuga, scivola sul marciapiede reso viscido dalla pioggia e cade scompostamente a terra. La sua mano preme involontariamente il grilletto e una bella pallottola calibro 38, dopo aver frantumato in mille pezzi il vetro anteriore destro, mi colpisce proprio al cuore. Una scarica investe il mio corpo...è un dolore particolare molto diverso da quello che siamo abituati a sentire, è come un’ondata stordente di energia mortale. Dopo una frazione di secondo o forse di più, non so, giusto il tempo di percepire il forte e salato gusto del mio sangue che rigurgita dalla bocca, vedo il mio corpo inanimato giacere sul sedile con la testa leggermente reclinata all’indietro , imbrattato del vermiglio color del sangue. Ma allora...sono morto ! Ma io non voglio morire! Ho mille cose da fare...e poi le mie macchine, la mia bella casa...e Rebecca...non voglio perderla ! Quindi tento di rientrare nel mio corpo con tutta la volontà possibile ma il dolore proveniente da esso mi fa desistere istantaneamente...non c’è niente da fare...ormai è andato, è troppo malconcio !
Un capannello di persone si forma attorno alla mia auto. C’è una persona anziana che bofonchia contro la malavita galoppante affermando:
‹‹ Ci vorrebbe la pena di morte per questi assassini ! ››
E una signora di mezza età che dice singhiozzando:
‹‹ Che peccato...cosi giovane ! ››
Io sono li, sospeso a qualche metro, che osservo tutto questo arrabbiato come un coyote perché non era proprio questo l’epilogo programmato per la giornata. Questa arrabbiatura dura poco sostituita da un leggero senso di leggerezza e beatitudine...quindi è così che si muore...cioè è così che muore il corpo...a quanto pare. Beh, pensavo peggio sinceramente !