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Le rêve du diable - di Alessandro Vettori

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 03/02/2006 alle ore 11:45:32

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

(Il sogno del Diavolo)

Xavier, è un affascinante quarantenne di ricca famiglia, i suoi genitori sono morti lasciandogli una grossa eredità tra cui la villa dove ora vive, diversi appartamenti e molti terreni, il tutto tra Siena e le sue colline. Vive di rendita, legge molto, e scrive poesie, la sua è una vita solitaria completamente dedita all’arte, soprattutto dipinge in maniera morbosa.
Ultimamente sta lavorando ad una tela di grandi dimensioni, l’opera è quasi conclusa. Dipinge corpi di persone senza volto, usandoli come fossero oggetti, manichini all’interno di una scenografia: è il suo modo di esprimere la perdita d’identità dell’uomo nell’era attuale. Mancano poche pennellate, la sua mano inizia ad essere violenta, il pennello infligge colpi come fosse un coltello, Xavier è in preda ad un raptus di follia, non sopporta più quella staticità, quella finzione, quella bidimensionalità. La sua foga esplode sino a squarciare la tela , dai tagli filtra della luce. Ora Xavier sa quello che deve fare, donare alle sue opere la terza dimensione, rendere il suo progetto reale e donare così, all’uomo senza identità, la possibilità di diventare eterno in quella che sarà e tutti riconosceranno come la più grande opera d’arte del XX secolo. Inizia subito a costruire in un grande magazzino di sua proprietà accanto alla casa in collina, la scenografia, la scatola magica che conterrà la vita eterna, d’ora in poi il suo lavoro lo farà ascoltando sempre "My Way" di Frank Sinatra.
Un’opera d’arte per essere riconosciuta come tale ha bisogno di qualcuno che ne apprezzi il valore, il pensiero: il critico d’arte!
Xavier da ragazzo frequentava il liceo artistico, c’era un suo coetaneo un certo Andrea Sterni, considerato da tutti gli insegnanti un vero talento: a soli sedici anni possedeva già una tecnica perfetta e soprattutto uno stile già molto personale, anche Xavier era molto dotato ma non si sentiva all’altezza di Sterni, ammirava i lavori del compagno con stima ed una certa invidia. Poco prima della conclusione del terzo anno di Liceo però Sterni ebbe un gravissimo incidente e perse completamente l’uso della mano artefice del suo prodigio, per il ragazzo fu un grosso trauma, smise completamente di dipingere ma la profonda passione e sensibilità per l’arte lo portarono proseguire gli studi, sino a diventare un importante critico d’arte.
Andrea Sterni possiede una galleria d’arte nel centro storico di Siena dove insieme alla sua assistente Ginevra, una giovane donna di ventisette anni, promuove promettenti artisti.
Ginevra è per Sterni la figlia che non ha mai avuto, il critico si è sempre dedicato a quella passione-ossessione che è oggi il suo lavoro, la comprensione del pensiero artistico, tutto ciò non gli ha permesso di costruire una famiglia.
Ginevra è molto affascinante, e soprattutto ad una forte sensibilità per l’arte.
Una mattina la ragazza tra la posta della galleria, trova una busta con su scritto "le rêve du diable", al suo interno ci sono due foto, la prima è la foto tessera di un ragazzo, la seconda di grane formato, ritrae un ragazzo nudo con il volto copertola un pezzo di pelle cucitovi sopra come fosse un manichino, il corpo è appeso con dei cavi metallici, il tutto a fronte di un bellissimo fondale pittorico; Ginevra mostra le foto a sterni, che trova molto interessante la composizione, pensa che la foto tessera appartenga all’autore, comunque sulla busta non c’è nessun indirizzo quindi, artista irrintracciabile.
Intanto alla centrale di polizia di Siena iniziano a pervenire denuncie di persone scomparse. Partono le indagini, ma le persone sembrano sparire nel nulla, nessun legame tra loro.
Di lì a pochi giorni alla galleria di Sterni arrivano altre fotografie, ma le foto tessere sono sempre diverse, il critico vorrebbe parlare con l’autore di queste opere, le trova di grande fascino,ma anche stavolta nessun indirizzo.
Come tutte le sere finito con la galleria, sterni e Ginevra vanno insieme in un bar per la cena, ed è proprio mentre i due sono al tavolo in attesa del cibo, che alla televisione del bar appare la foto di una persona che corrisponde ad una delle foto tessere pervenuta alla galleria, Ginevra e Sterni sono allibiti.
Il programma che stanno guardando è un target televisivo che rioccupa di trovare con l’aiuto dei telespettatori informazioni di persone scomparse.
Sterni e Ginevra abbandonano la cena e vanno in galleria a prendere le buste sin d’ora arrivate, e poi di corsa alla centrale di polizia.
Siena è una piccola cittadina, la polizia non è di certo preparata ad affrontare casi del genere; dalla centrale di Roma arriva l’ispettore Marco Cardoni.
Cardoni ha 52 anni e da 25 è nella polizia sezione omicidi, è uno dei più esperti nel suo campo.
L’ispettore non perditempo e va subito ad incontrare sterni. Tutte le foto tessera corrispondono alle persone ultimamente scomparse, i corpi trasformati in manichini probabilmente sono i loro.
Oramai non c’è quasi più dubbio, siamo di fronte ad un serial killer e Sterni è il suo tramite di comunicazione.
Proprio da questo l’ispettor decide di iniziare le indagini, vuol sapere tutto di Sterni, è l’unico indizio.
Arrivano altre foto alla galleria d’arte.
Ogni giorno che passa Sterni non fa altro che guardare queste foto, ne è sempre più affascinato, vuol tracciare il profilo dell’artista, capirne ogni singola emozione, questo potrebbe anche essere utile all’ispettore Cardoni, un profilo sul pensiero del killer potrebbe permettergli di capire il movente ed il modo di agire.
Xavier intanto continua la sua opera, il suo ego è ala massima potenza, è curioso, vuol sapere cosa pensa Sterni delle foto; per farlo c’è solo un modo:
andare alla galleria!
Dal pensiero all’azione passano pochi giorni, Xavier sa che Sterni anche non vedendolo da molto tempo lo avrebbe potuto riconoscere, in caso contrario si sarebbe presentato lui, magari dicendogli che era stato per molti anni fuori per lavoro.
Andò esattamente come la seconda delle ipotesi, quando Xavier si presentò, sterni fu molto felice di ritrovare un vecchio compagno del liceo, Xavier gli dice di avere smesso di dipingere, non riusciva a vivere con la pittura, ma la passione per l’arte è sempre forte.
I due iniziano a vedersi spesso e con loro anche Ginevra, Xavier non può fare a meno di restare colpito dalla bellezza i questa giovane donna, e tanto meno lei dal fascino e dal modo di parlare che ha quest’ultimo.
Cardoni, nonostante la sua esperienza non riesce ad arrivare a nulla di nuovo tutti i suoi migliori uomini sono impegnati nel caso ma nessun risultato.
Sterni e Xavier pian piano, stringono una fortissima amicizia, Cardoni non può far a meno di notare questo nuovo personaggio comparso dal nulla, vuol sapere tutto di lui.
L’amicizia tra i due è tale che Sterni parla del " le reve du diable" a Xavier, gliene parla con una passione ed un pathos tale che l’artista riesce a trattenere a stento le lacrime, sente che il critico apprezza,lo considera un genio, Sterni sta comprendendo esattamente il perché del suo lavoro.
Ginevra in queste continue riunioni finisce per perdersi, completamente in Xavier, tra i due inizia una passionale storia, Xavier vede Ginevra come una Venere Botticelliana, il suo viso rappresenta un esempio assoluto di purezza. Questa passione porta, però Xavier ad allontanarsi da Sterni, che continua la sua ricerca come fosse la sua unica ragione di vita, più osserva le foto più ne resta affascinato, la posizione dei corpi, la luce, i fondali, delle vere e proprie istallazioni, il profilo che sta preparando su "le reve du Diable"per Cardoni somiglia oramai ad un grosso libro.
Sono ormai otto le fotografie ed in totale 15 vittime, Cardoni è sempre più preso nelle sue indagini, ma del nuovo amico di Sterni riesce a scoprire oltre al nome ben poche cose.
Ginevra e Xavier intanto sono al punto massimo della loro passione, sono diventati l’uno il cibo vitale dell’altro, lei è una fiamma ardente nell’antartico pensiero della follia di Xavier.
Sterni nel suo studio guarda e riguarda le foto, le poggia tutte su di un tavolo, sono giorni che non riesce a staccarsi da loro,è sempre più colpito dalla posizione dei corpi, e dalla luce, continua a muoverle come fossero i pezzi di un puzzle, improvvisamente si accorge che tutti i corpi sono collegati tra loro e soprattutto hanno le stesse sorgenti di luce. Seguendo queste intuizioni, avvicina le foto e ne viene fuori una grande composizione scenografica.
L’opera però non è completa, manca una foto: quella centrale; chiama Cardoni e lo aggiorna sulla scoperta, gli consegna il profilo e gli descrive come secondo lui avviene il rituale che porta la fotografia finale, come uccide le sue vittime, come prepara meticolosamente la scenografia: lo fa con entusiasmo tale da creare a Cardoni il sospetto che Sterni sia troppo affascinato dal lato artistico del serial killer.
Qualche giorno dopo alla galleria arriva una nuova busta, sopra c’è scritto "le reve du diable" ma questa volta all’interno nessuna fotografia ma un indirizzo e l’orario per un appuntamento.
Sterni si reca sul luogo, è un magazzino posto dietro alla villa di Xavier. All’interno del magazzino c’è una piccola stanza con una scalinata, Sterni scende e si ritrova in un’immensa stanza rettangolare. A metà della stanza, Xavier è seduta su una poltrona di pelle nera, guarda il suo capolavoro ascoltando My Way e dando le spalle a Sterni. Xavier senza voltarsi inizia a parlare della sua opera, Sterni si accorge che al centro dell’istallazione c’è una donna. Questa volta ha il volto scoperto: e Ginevra sorretta in posizione da cavi metallici.
I due vecchi compagni iniziano a parlare, sterni sa perché Ginevra ha il volto scoperto, il suo viso rispecchia senza bisogno di una maschera la sua anima.
Intanto Cardoni e tutti gli uomini della centrale continuano ad indagare nella vita di Xavier, e finalmente una luce si accende sul caso, l’ispettore trova nell’archivio dell’accademia frequentata da Xavier la sua tesi. Tratta di un fotografo inglese un certo Joel peter Wilkin, parla delle sue opere e tra queste, una si intitola proprio "le reve du diable". Cardoni organizza immediatamente tutti i suoi uomini e va ad ispezionare la proprietà i Xavier, sino ad arrivare alla villa sulle colline.
Finalmente sente che il caso sta per essere risolto.
Nel capannone scese le scale, l’ispettore si trova nella grande stanza, si presenta lo stesso scenario che pochi giorni prima aveva fato illuminare gli occhi di Sterni, Cardoni resta per qualche attimo pietrificato, a la pistola in mano, la musica riempie la stanza, ad una decina di metri da lui un uomo in piedi al centro del quadro gli da le spalle.
"Xavier è finita", l’uomo di spalle ride; l’ispettore tenendolo sotto tiro inizia a camminare verso i lui, pi avanza e più riesce a scorgere i dettagli delle "greve cu odiale" sino a trovarsi di fronte ad un inaspettato risvolto,al centro del quadro, Ginevra tiene tra le braccia il corpo senza vita di Xavier, L’ispettore per un attimo è spiazzato; l’comodi spalle si volta, è Sterni, " questo diavolo è un genio ed un genio merita la gloria: quale miglior gloria di essere parte integrante della propria opera d’ arte?