La salutò con un sorriso - di Modì74
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 03/08/2007 alle ore 12:42:06
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La salutò con un sorriso
Antonio aprì gli occhi e la prima cosa che vide fu il parabrezza dell’auto rotto attraverso cui entrava la pioggia. Senti male alla testa. Il primo pensiero fu uscire dall’auto. Dovette girarsi su se stesso e strisciare attraverso il parabrezza. Come fu fuori dall’abitacolo si stese sul fango a faccia in su. La pioggia, gli lavava il viso.
- Per fortuna non mi sono fatto niente! Ho solo male alla testa. -
Si toccò la fronte ma non sanguinava. Si rialzò e guardò la 127 cappottata su se stessa giù dalla strada. Il tetto era completamente schiacciato dal peso dell’auto. Pezzi di vetro e di lamiera ovunque.
- Mio padre si incazzerà... Almeno non mi sono fatto niente... Sta strada maledetta, lo sapevo che dovevo andare piano...-
Mentre pensava così si incamminò verso il ciglio della strada. Il fango lo rallentava. Si arrampicò scivolando diverse volte sull’erba e sul fango.
-Devo tornare verso casa e prendere il trattore, magari riesco a tirarla su e a trascinarla fino a casa. –
Si avviò lentamente sulla strada leggermente in pendenza.
-Se passa qualche machina chiedo un passaggio... si ma a quest’ora chi vuoi che passi...-
Guardò l’orologio da polso ma il vetro era rotto e le lancette ferme.
Stava camminando già da un pezzo, la pioggia era diminuita di intensità, quando sentì un’auto arrivare alle sue spalle. Si girò e fece cenno all’auto. L’ R4 gialla frenò slittando un poco.
Il ragazzo con i capelli lunghi e occhialini tondi gli fece cenno di salire.
-Ho avuto un incidente con l’auto, mi dai un passaggio fino in paese? –
-Io giro prima per la valle ma se vuoi ti porto fino all’incrocio. –
Antonio salì.
-Marco. -
-Antonio. -
-Non ti sei fatto niente vedo. -
-Si, sono stato fortunato, la macchina mi ha slittato su una curva e sono finito fuori strada. –
-Non ho visto l’auto. -
-Sono finito giù nel campo che è più in basso rispetto alla strada. –
-Se poi l’auto e cappottata si vede solo il fondo scuro e con il buio...-
L’R4 andava spedita nonostante il fondo bagnato.
-Si ma se rallenti e meglio, adesso ci sono un paio di curve a gomito. –
-Tranquillo, conosco bene questa strada. –
- Anche io, ci abito qui vicino ma mi ha tradito lo stesso. -
Il ragazzo continuava scalare marce a ha procedere spedito, mentre fumava erba.
La macchina sbandò leggermente. Una curva coperta, poco illuminata.
-Rallenta...-
-Cosa? –
-Rallenta cazzoooo! –
Antonimo urlò talmente forte che il ragazzo rallentò sensibilmente ma sulla curva l’auto sbandò, finì sul ciglio e quando Marco frenò l’R4 accennò un testacoda.
-Per un pelo...cavolo avevi ragione...se non c’eri tu...Ehi..? Ehi? –
Antonio era bagnato fradicio. Pantaloni, maglia e cappotto zuppi. Scarpe ricoperte di fango pesanti. La pioggia era calata, pioggerellina fine, ma gli lavava sempre il volto.
-Meno male che ho preso la 127. Se prendevo l’auto di papà... mamma che è sempre in ansia per mia sorella con l’asma. Se deve correre dal medico con un’altra crisi... almeno ha l’auto migliore... certo la 127 non era un granchè nemmeno prima...-
La stanchezza cominciava a farsi sentire. Le gambe rallentavano. Gli sembrava di camminare da giorni. La schiena cominciava a piegarsi.
Sentì un’auto arrivare. Fece cenno e l’auto si fermo.
-Mi da un passaggio fino in paese, sono finito fuori strada con l’auto...-
-Certo. –
L’uomo, ben vestito con pochi capelli, ingranò la prima e partì sgommando.
Antonio si guardò attorno.
-Ma che macchina è ? –
-Lancia tema. –
Disse orgoglioso l’uomo mentre continuava a guidare aumentando la velocità.
-Non l’avevo ancora vista. –
L’uomo sorrise mentre guidava.
-Scusi ma può andare più piano? –
- Si...e che stò andando all’ospedale trovare mia moglie che ha partorito ieri e sa, è il primo figlio e sono ansioso di vederlo...-
- Si capisco ma...questa è una strada pericolosa, io sono appena finito fuori strada...-
- Stia tranquillo, questa macchina ha una gran tenuta ed ha le gomme nuove. In più conosco bene sta strada, mia moglie abitava giù in paese. -
-Anche io la conosco bene perché ci abito, ma mi creda, se rallenta e meglio. –
L’uomo sorrise ma non rallentò.
Serie di curve a gomito, la macchina entra nella prima ad alta velocità.
- Rallenti per favore. -
-Tranquillo, sa che...-
-Freni cazzo ...freniiiiii !-
Antonio urlò cosi forte che l’uomo fu costretto a rallentare, subito prima di una curva cieca dopo la quale la macchina centrò in pieno una pozzanghera enorme. L’auto sbandò ma si fermò subito senza intraversarsi.
L’uomo fece un sospiro profondo.
-Lo sa che forse se non c’era lei io...Ehi?...dove è andato ?...Ehi?...-
La notte gli sembrava sempre più buia e lui si sentiva sempre più stanco. Gli sembrava di aver camminato per giorni, mesi, anni. Era Stanco in un modo in cui non era mai stato prima. Eppure lui la fatica la conosceva. Si spaccava la schiena giorni intere nei campi e fra le bestie per aiutare il babbo.
Non c’erano più stelle o luna, o una sola luce. Anche la pioggia era diventata silenziosa nonostante avesse ripreso a piovere forte. Nessun rumore, solo l’eco dei suoi passi. Gli veniva voglia di sedersi sul ciglio della strada ed aspettare qualcosa, qualcuno anche solo che facesse giorno. Non si ricordava nemmeno quasi più come era fatto il sole o il blu del cielo. Sorrise pensando quante volte li aveva maledetti fra la polvere e l’arsura dei campi d’estate quando la siccità rendeva vano il suo sudore e la sua schiena spezzata. Eppure sentiva che doveva andare avanti. Sentiva che doveva proseguire. Sapeva che sarebbe arrivato fra poco anche se le luci del paese non si vedevano ancora.
Sentì d’un tratto il rumore di un auto. Non fece nemmeno cenno, la guardò solamente fermarsi accanto a lui. Una ragazza al volante gentilmente lo invitò a salire.
-Mi dai un passaggio sino in paese per favore? –
-Certo. –
La ragazza sorrise e l’auto ripartì.
Antonio rimase in silenzio. Non aveva la forza di parlare. La ragazza lo guardò di sfuggita un paio di volte .
-Mi sembri un volto conosciuto. Abiti in paese? -
Disse la ragazza mentre guidava.
-Si. –
-Io ci abitavo da bambina. Poi i miei si sono trasferiti, io mi sono sposata e ora vivo giù a valle. –
-Anche se conosci bene questa strada vai piano per favore. –
- Lo so, lo so...non puoi sapere quanto lo so!...Ma sono in ritardo..devo andare a prendere...-
- Attenta alle prossime curve, piove forte e fanno strani scherzi. -
- Si lo so...ma questo è un suw e ha una grossa tenuta di strada, mio marito l’ha presa apposta per me che faccio questa strada spesso, devo andare a prendere mio figlio fuori da scuola e sono in ritardo e...-
- Rallenta ti prego...-
La ragazza imbocco una curva, poi un’altra e un’altra ancora. Poi un rettilineo in cui accelerò generosamente prima di una curva. Pioveva forte.
- Sai che ho la forte impressione di conoscerti, sono sicura che...-
- Frena... -
- Ma come ti chiami ?-
- Frena cazzo frenaaaaaaaaaaaa! –
- La ragazza frenò d’istinto. L’abs dell’auto la fece fermare. Subito dopo la curva, appena prima di una frana che aveva portato sulla sede stradale della terra e dei massi che ostruivano parzialmente la carreggiata.
L’interno dell’auto piombò nel silenzio. La ragazza restò fissa a guardare la strada attraverso il parabrezza con il respiro affannato. Alcuni secondi poi riprese fiato.
- Cazzo...per un pelo...sai che...Ehi?... Ma dove? -
Antonio non era più sul sedile accanto a lei. La ragazza si tolse la cintura e scese. Si guardò attorno, sotto la pioggia illuminata solo dalle quattro frecce dell’auto. E lo vide. Poco lontano. Sul ciglio della strada dietro all’auto.
-Mi chiamo Antonio. -
Con lo sguardo stanco fece un sorriso.
- Ma...come si chiamava mio fratello ! -
Era diventato più chiaro dello sfondo nero della notte.
-Come il mio povero fratello! –
Ripetè la ragazza mettendosi una mano sulla bocca.
Lui restò immobile. Fece un gesto con la mano.
-Aspetta, ma...-
La salutò con un sorriso. Si girò e si incammino per la strada svanendo subito dopo.
Lei rimase immobile. A mischiare le lacrime che gli scendevano con la pioggia nera e dura di quella notte, di quell’incontro durato pochi minuti ma che sembrava atteso da tutta una vita.
Modì74
3/8/07
