Il treno- 1^ parte - di Serpico61
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 18/09/2011 alle ore 09:37:27
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F. non ama le stazioni ferroviarie. Convinto estimatore dell’automobile, sostiene tuttora che sia l’unico mezzo affidabile per spostarsi. Un mese prima la sua amata Y10, ormai ventennale, lo aveva piantato in asso nel bel mezzo della campagna, morta, defunta, altrimenti non sarebbe stato costretto a usare il treno, lavorando fuori città, in attesa che la concessionaria gli comunicasse l’arrivo della nuova auto. La ressa, i ritardi, gli odori spesso sgradevoli, questi erano i motivi per cui F. non gradiva spostarsi col treno. Fino a un paio di giorni prima, fino a quando l’aveva notata. Era seduta nell’ultimo dei posti disponibili, sola, stranamente il treno era poco affollato quella sera, così ne aveva approfittato per sedersi dall’altro lato del corridoio, un poco più indietro, in modo da averla praticamente di fronte. Indossava una gonna lunga color aragosta e una camicetta bianca con i primi due bottoni slacciati. Ai piedi portava dei sandali col tacco appena accennato, niente anelli nè collane, solo uno di quei laccetti che i venditori di strada ti appioppano dicendo che portano fortuna, da lontano sembrava logoro, quasi fosse un cimelio da conservare. Niente trucco, non ne aveva bisogno, gli occhiali incorniciavano un volto regolare, ma non potevano nascondere gli occhi, semplicemente meravigliosi. Stava leggendo un libro, ma da quella distanza F. non riusciva a capire di cosa si trattasse. Ancora oggi non riesce a spiegarsi il motivo che lo aveva spinto ad alzarsi e a sedersi proprio di fronte a lei. Un’alzata d’occhi, l’unico indizio che avesse notato la sua presenza, per poi continuare a leggere. " Scusi, è un libro di poesie per caso ? " certamente il modo più banale e scontato per attaccar discorso. Lei ha alzato di nuovo lo sguardo, con gesti lenti ma decisi ha chiuso il libro, " No...è narrativa americana, e se nella mezz’ora precedente mi avesse studiato meglio invece che mangiarmi con gli occhi avrebbe capito che non sono un tipo da poesie..." F. resta a bocca aperta, ma poi il suo volto si distende in un sorriso " Era così evidente ? " Ha infilato il libro in una borsa che sembrava contenere tutto il mondo, si era tolta gli occhiali confermando l’impressione di F. sulla bellezza degli occhi. " Non è la prima volta che la scopro a spiarmi " Aveva aperto la bocca per replicare ma si era bloccato subito, perchè non lasciarglielo credere?- continua...
